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Solo “fantasmi” dopo Iervolino, i salernitani “ricchi” in silenzio

di Alfredo Boccia
Solo “fantasmi” dopo Iervolino, i salernitani “ricchi” in silenzio

Le riflessioni in pubblico del presidente Danilo Iervolino anche sulla necessità di uno sforzo corale per spingere la Salernitana a giocarsi al meglio le possibilità di restare in serie A – con qualsiasi tipologia di contributo – non hanno ufficialmente fatto registrare un sussulto d’orgoglio tra chi è stato chiamato in causa. Fatta eccezione per una parte della tifoseria, quella che ha rinnovato il sostegno alla maglia granata, ad ora si registra un silenzio totale. Comportamento non utile a rinnovare entusiasmo in chi come il patron ha investito, investe e si è detto deciso ad investire sull’ippocampo sia per senso di responsabilità che amore nei riguardi di Salerno e la Salernitana.
Vero che ai calciatori – i primi ad essere finiti sul banco degli imputati per l’ultimo posto in classifica – tocca rispondere sul campo di gioco e quindi a cominciare da lunedì a Bergamo. Vedremo…

Scontato, poi, che i procuratori di ogni atleta si riservino di presentarsi all’appello lontano da occhi indiscreti. Il ds De Sanctis? Nulla può dire in pubblico al suo datore di lavoro, considerato che è un dipendente – come tutti gli altri – della US Salernitana 1919. Ma gli imprenditori del territorio perché non battono un colpo? Iervolino ha sottolineato, senza nascondersi, il loro disinteresse operativo in merito alla Salernitana che, fino a prova contraria, è espressione della comunità di Salerno e provincia ma non può essere ricondotta solo all’agone sportivo per le migliaia e migliaia di persone che coinvolge. Sostenitori, fra l’altro, spesso non solo della comunità locale.

A chi gioca questo scollegamento o, meglio, la ritrosia a scendere in campo? Non è più utile fare rete come spesso viene illustrato-richiesto da industriali, artigiani, commercianti e professionisti impegnati sulle analisi dell’economia salernitana? Qualcuno non sa, o forse dimentica, che grazie alla Salernitana la ricaduta positiva per famiglie ed imprese del Salernitano è pari all’1,7% del prodotto interno lordo. Insomma la Salernitana offre opportunità-sviluppo, ma nulla o poco riceve per poter meglio costituire un esempio virtuoso nell’Olimpo dell’Italia pallonara.

E considerato che i numeri non mentono, piuttosto rappresentano la fredda realtà, praticare non a parole sinergia e condivisione in nome della Salernitana rappresenterebbe pure realizzare un brand prolifico non solo per gli sportivi di fede granata ma per tutti. Fa strano, quindi, il mancato recepimento di almeno questa parte dell’apertura al dialogo da parte del patron Iervolino. Purtroppo non c’è peggior sordo di chi non intende sentire. Ma non è un bene per tutti oltre che per lo stesso Iervolino il quale, evidentemente, nemmeno può avere torto quando sottolinea di ritrovarsi da solo ad operare. Qualcuno ha buona volontà di smentirlo nei fatti? Macte animo.

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