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Salerno non merita questa pagina buia. Un’altra squadra la ricetta per ripartire

di Alfredo Boccia
Salerno non merita questa pagina buia. Un’altra squadra la ricetta per ripartire

Vergognosa prestazione di chi ha l’onore e non l’onere di indossare la maglia della Salernitana, inutile invocare la fiammata finale. Non ha sbagliato ieri la gente dell’Arechi a mostrare il proprio totale disappunto. La gara disputata contro il Bologna, al di là del risultato finale 1-2 estremamente negativo perché condanna in solitudine i granata all’ultimo posto in classifica, costituisce l’ennesimo precedente per assumere tutte le decisioni del caso da parte del presidente Iervolino contestato vivacemente per la prima volta dal suo arrivo “salva club” due anni fa a Salerno. Sempre che, come è giusto che sia ed il suo sguardo triste in tribuna ha indicato, il massimo rappresentante del club abbia oltremodo a cuore le sorti dell’ippocampo senza guardare in faccia a chicchessia.

Basta poco, d’altronde, per non avere futuri rimpianti. Cosa? Resettare. Ossia azzerare ogni posizione di ciascun tesserato e mettere in campo quelle professionalità che la piazza, soprattutto chi paga il biglietto anche nelle trasferte in tutta Italia, reclama da tempo. Ma non potrà essere l’attuale allenatore Filippo Inzaghi vittima sacrificale di una situazione che lui nemmeno ha creato e, soprattutto, neppure determinato. Il presidente, imprenditore non sprovveduto, di certo ha chiara la situazione. E la partita con i felsinei non può trovarlo estraneo alla necessità di passare dalle parole alla rivoluzione dei quadri tecnici cui lui stesso ha contribuito. Un passo indietro ne consoliderebbe l’autorevolezza e potrebbe garantire la ricetta giusta a questa Salernitana per provare a uscire dal tunnel della crisi.
Non può bastare un mercato di riparazione, serve di più. Alla luce, pure, dei troppi distinguo sul recente passato che oramai non vengono solo più sussurrati da chi, invece, alle parole dovrebbe preferire i fatti. Con i risultati, come quello di ieri, da ultimi della classe.

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