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Santa Marina, arrestato il sindaco Giovanni Fortunato: l’accusa è di concussione

Avrebbe incassato una mazzetta da 10mila euro per un affare immobiliare
Santa Marina, arrestato il sindaco Giovanni Fortunato: l’accusa è di concussione

Si chiude oggi una lunga e complessa vicenda giudiziaria che scuote il panorama politico del Salernitano. Nella mattinata odierna, i militari della Guardia di Finanza e dei Carabinieri hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di Giovanni Fortunato, sindaco pro tempore del Comune di Santa Marina (SA). Il provvedimento, che prevede anche il divieto di comunicazione con l’esterno, è stato eseguito su disposizione della Procura della Repubblica di Lagonegro.

L’accusa: una mazzetta da 10mila euro per un affare immobiliare

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, avallata dall’autorità giudiziaria, il primo cittadino avrebbe abusato della propria posizione e della sua influenza sull’ufficio tecnico comunale per ottenere indebitamente denaro. Fortunato è accusato di aver costretto un commerciante locale a consegnargli la somma di 10.000 euro, versata in due tranches.

L’estorsione sarebbe avvenuta nell’ambito di una compravendita immobiliare in cui il sindaco si sarebbe “intromesso abusivamente”. La vittima, consapevole che il destino della propria attività commerciale e il rilascio dei titoli abilitativi dipendevano direttamente dalla volontà politica del sindaco — considerato il dominus di fatto dell’ufficio tecnico — avrebbe ceduto alla richiesta per timore di pesanti ritorsioni amministrative.

Il lungo iter giudiziario e la sentenza della Cassazione

L’esecuzione della misura cautelare arriva al termine di una vera e propria battaglia legale durata oltre un anno. Dopo un iniziale rigetto della custodia cautelare da parte del GIP, il Pubblico Ministero aveva presentato ricorso, accolto dal Tribunale del Riesame di Potenza nell’aprile 2025.

Dopo diversi passaggi tra la Suprema Corte di Cassazione e il Tribunale della Libertà, il provvedimento è diventato definitivo solo il 29 aprile 2026, quando la Cassazione ha rigettato l’ultimo ricorso della difesa, confermando la necessità degli arresti domiciliari per il primo cittadino.

Un sistema di gestione orientato agli interessi privati

Le indagini, condotte dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Sapri, hanno delineato un quadro preoccupante sulla gestione della cosa pubblica a Santa Marina. Secondo gli investigatori, il sindaco avrebbe sistematicamente condizionato l’operato degli uffici comunali per perseguire interessi personali e indebiti tornaconti.

L’attività investigativa ha evidenziato un sistema basato su un “clima di soggezione e omertà” instaurato nella comunità locale, dove il rilascio di autorizzazioni amministrative sarebbe stato subordinato alla compiacenza verso il primo cittadino. L’arresto di oggi segna un punto di svolta fondamentale in un’indagine definita di “ampio respiro” volta a ripristinare la legalità nelle istituzioni locali.

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