L'INTERVISTA

Zuzu: «Racconto il mio mondo con i fumetti»

La salernitana Spagnuolo presenta “Cheese”: un libro che può essere letto da coloro che hanno voglia di ritrovare se stessi

È frizzante, talentuosa, diretta e senza filtri la giovane fumettista salernitana Giulia Spagnuolo, in arte Zuzu, che presenterà oggi pomeriggio alle 18:30, presso il tempio di Pomona a Salerno, il suo primo lavoro, graphic novel, dal titolo “Cheese”, ospite della settima edizione di Salerno Letteratura Festival. Zuzu è la più giovane autrice mai pubblicata dalla casa editrice di fumetti Coconino e il suo libro, è la sintesi perfetta degli elementi narrativi e figurativi che riescono ancora ad emozionare perché carichi di piacevole nostalgia e di buoni sentimenti che nonostante tutto sanno ancora affascinare.

Un titolo originale che incuriosisce, un racconto che descrive anche attraverso le immagini, il furore giovanile e le problematiche che derivano dall’esuberanza dell’età adolescenziale?

Il titolo l’ho scelto perché ha un doppio significato. È l’esclamazione per sorridere nelle foto, un augurio con il quale si concludono anche molti fumetti, ma è anche una gara di formaggio rotolante che viene giù da una collina, ad una velocità di duecento chilometri orari, mentre è rincorso dai concorrenti. È una situazione divertente, ma anche pericolosa ed è una scelta metaforica. I tre protagonisti del mio libro infatti, con disagi esistenziali importanti partecipano alla gara che è come una catarsi che fa risvegliare in loro, la voglia di sfidare le proprie paure, i propri limiti e riappropriarsi di conseguenza, della propria esistenza

È un libro adolescenziale oppure può essere letto e capito da tutti?

Le problematiche, i disagi appartengono a qualsiasi fascia d’età e chiunque può avvertire la necessità di ritrovare se stesso.

Perché i personaggi nel libro sono proprio tre?

Ho sempre pensato che i rapporti a tre fossero i migliori e i più interessanti. Meno limitati di quelli a due, ma non così confusi come quelli con tante persone. Mi appassiono alle storie che hanno tre personaggi principali. Ho due amiche femmine e due amici maschi, insomma un numero che ritorna spesso.

Perché ha scelto Zuzu come nome che la contraddistingue?

Zuzu è un nome molto familiare per me, è così che mi chiamava mio padre quando ero piccola.

Lei è molto giovane, quando ha scoperto di amare i fumetti?

A diciotto anni, mentre ero in un bar di Salerno. Ho sfogliato casualmente una rivista di fumetti che mi ha colpito particolarmente e che mi ha fatto capire, folgorata da un’intuizione, che il fumetto è un linguaggio in grado di unire il disegno e la scrittura, due elementi che amo moltissimo.

Cosa ha rappresentato per lei l’incontro con il famoso fumettista Gipi che ha subito individuato il suo talento?

Gipi è stato colui che mi ha fatto le domande giuste e più adatte per arrivare alla conclusione più idonea al finale del mio libro. Mi ha fatto capire su cosa dovevo realmente riflettere per ottenere migliori risultati. Chi o cosa le da l’ispirazione giusta per disegnare? Mi ispiro soprattutto alla mia immaginazione e poi a tutto ciò che mi piace e che mi fa emozionare, come la musica, il cinema, il fumetto underground.

Nell’era dei social, pensa che il fumetto sia obsoleto oppure è messo in una nicchia?

Il fumetto non ha nulla da invidiare agli altri generi. I social non fanno altro che velocizzare i tempi e il fumetto va incontro a questa esigenza perché è contemporaneo e sempre attuale.

È stata travolta dal successo, avrà sicuramente altri progetti da realizzare?

Attualmente sono presa dalla promozione di “Cheese”, e non ho molto tempo a disposizione. Ho delle idee che verranno fuori al momento giusto, quando saranno davvero valide per poterle realizzare.

Maria Romana Del Mese