Vecchioni star a Cava «La cultura trampolino per contare in società» 

Il cantautore ha incontrato gli studenti prima del concerto «Meritate di essere felici e non badate alle apparenze»

CAVA DE’ TIRRENI . È stato accolto al Comune dal pubblico delle grandi occasioni. Giovani e meno giovani hanno gremito l’aula consiliare di Palazzo di Città e anche il corridoio. Tutti a bocca aperta ad ascoltare le parole della guest star della Notte bianca cavese, Roberto Vecchioni. Prima di essere accolto con un grande applauso dal folto pubblico presente (moderatore il giornalista Antonio Di Giovanni), il cantautore milanese è stato ricevuto dal sindaco Vincenzo Servalli che gli ha parlato della storia della città dei portici ed infine omaggiato di un volume. «Con Vecchioni – ha affermato il sindaco Servalli – ho voluto rilanciare il messaggio di Cava città della cultura». Il “professore” Vecchioni, infatti non è solo uno dei grandi della musica italiana, ma anche autore di libri e saggi.
Ai giovani ha voluto lanciare ieri il messaggio di essere felici e di non far mancare nella loro vita la cultura, trampolino di lancio per poter contare nella società. «Noi – ha esordito Vecchioni – meritiamo di essere felici. La felicità è un fatto di volontà, di desiderio, di sentire profondamente se stessi. Nessuno è felice se non è padrone di se stesso. La cultura è un modo di essere e la nostra scuola questo deve fare. Non deve insegnare le cose ma lo spirito delle cose. O si è della squadra della cultura o non si conta un c…. La cultura non è leggere migliaia di libri». Prima di ascoltare le domande dei ragazzi, Vecchioni ha voluto lanciare un altro monito ai giovani, ossia di non dare importanza alle apparenze.
«Se si dà privilegio a tutto quello che si vede – ha detto – ossia auto importanti, fidanzata bella, è sbagliato. Si deve imparare dalla scuola». Per circa un’ora il cantautore ha risposto alle domande dei ragazzi, dall’importanza della parola, alle opportunità del dopo università e della musica, all’importanza del valore dell’amicizia, al suo rapporto con la tecnologia. Sulle difficoltà di trovare lavoro dopo gli studi, il cantautore ha ribadito che «gli italiani non sono fatti per la meritocrazia e che siamo un popolo difficilissimo che il giorno dopo cambia idea su una scelta del giorno prima. Bisogna avere una maggiore disponibilità e bisogna combattere per il bene». «Io scrivo i romanzi a penna – ha detto Vecchioni – Su sollecitazione dei miei figli, ho comprato un cellulare nuovo, di cui dopo 9 mesi, ancora non ho imparato bene le funzioni».
Alla domanda se i giovani possono vivere di musica, Vecchioni ha risposto che «non è che si può campare con la musica. La musica oggi è per te. E’ passione». «Il concetto come quello della trasmissione “Amici” è sbagliato. Non è che si fa successo con la musica. Oggi come oggi è difficile, però si può. Basta che scrivi quello che vogliono gli altri». Poi alle 22 il concerto in piazza. (a.f.)
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