L'INTERVISTA

Vanoni: «Palinuro, indimenticabile amore»

Acciaroli, sabato la tappa del viaggio musicale: sono posti meravigliosi ma c’è bisogno di strade migliori per il turismo

di NICOLA SALATI

Da “Se ci sarà domani” a “La musica è finita”, da “Stupidi” a “Domani è un altro giorno”. Sono solo alcuni dei grandi successi che verranno cantati da Ornella Vanoni al pubblico cilentano nel corso del concerto in programma sabato presso l’Arena del Mare di Acciaroli nell’ambito della rassegna “Viviamo Cilento”. Una delle voci più riconosciute e apprezzate della musica leggera italiana accompagnerà il pubblico in un viaggio attraverso la sua lunghissima carriera artistica, iniziata al Piccolo di Milano negli anni Sessanta, in cui presenterà i brani storici della mala, di Brecht e i successi che l'hanno fatta amare dalle platee italiane e non solo, rendendola un’icona e un punto di riferimento per tantegenerazioni.

Ornella Vanoni torna nel Cilento con un viaggio musicale attraverso il tempo facendo rivivere le note che hanno appassionato migliaia di italiani.

Le canzoni hanno sempre da dire qualcosa. Anche se alcune sono datate riescono sempre a trasmettere sensazioni importanti in chi le è ascolta perché fanno compiere un viaggio indietro nel tempo e quindi rivivere situazioni che si sono vissute e che purtroppo non tornano più.

Non è la prima volta che si esibisce nel Cilento.

È un posto speciale, ci sono state in diverse occasioni. In particolare ricordo una mia esibizione a Palinuro. Non posso però dimenticare le strade così difficoltose per arrivare in un luogo incantato. Spero che siano state aggiustate, è davvero un peccato perchè così si frena anche l’economia legata al turismo.

Chi sono i suoi colleghi che hanno dato un cambio di passo alla musica italiana.

Sono due e purtroppo entrambi sono scomparsi troppo presto. Si tratta di Lucio Dalla e Pino Daniele: riuscivano a scrivere delle canzoni stupende, composte con tanta poetica. Solo Dio sa oggi come sarebbe importante avere questo tipo di figure per addolcire un mondo che purtroppo ogni giorno ci riserva tante amarezze.

Le due anime di cantante e attrice hanno sempre convissuto in lei?

Ho recitato e ho portato in scena “Commedia d’amore” con Albertazzi. Mi sono anche divertita molto, ma a un certo punto ho scelto la musica perché mi fa volare, dà un valore aggiunto alla parola, soprattutto la cosa bella della musica è che puoi cambiare il testo con un pezzo che ti viene in mente, mentre quando reciti devi sempre partire dal concetto dell’autore.

Secondo lei, una cantante che recita ha una marcia in più degli altri artisti?

Sì, in genere ha una marcia in più quando sta sul palcoscenico. Io ho una tenuta di palco che ho imparato guardando Strehler mentre provava, perché vivevo fisicamente con lui, alle prove ho assimilato moltissime cose.

Che consiglio si sente di dare a un giovane che comincia questa carriera?

Il mio primo suggerimento è capire se si ha la natura per intrapredere questa carriera artistica. Se si ha una voce di una certa qualità, particolare, che può interessare. Poi di ascoltare tutti i grandi del passato, di assimilare, perché è così che ci si forma e poi si trova la propria misura. Per durare ci si deve preparare.