Un noir amalfitano tra Tarantino e le “Iene” 

La pellicola diretta dal regista Vincenzo Alfieri nelle sale dal 7 novembre: narra di un’audace rapina avvenuta nel 1996

Vincenzo Alfieri, giovane regista originario di Amalfi, torna al cinema con il secondo lavoro da lui diretto, che uscirà nelle sale il prossimo 7 novembre. Dopo l’opera prima “I peggiori” è la volta de “Gli uomini d’oro”, pellicola interpretata da Fabio De Luigi, Edoardo Leo, Giampaolo Morelli, Giuseppe Ragone, Gian Marco Tognazzi, prodotta da 01 Distribution, e ispirata a una storia realmente accaduta.
Il trentatreenne Vincenzo Alfieri ha un’intuizione che riporta sul grande schermo dopo aver letto un articolo che raccontava una vicenda particolarmente toccante che è avvenuta nel Torinese nel 1996 e che l’Alfieri ha appresso attraverso i giornali in particolare fonte di ispirazione è stato un articolo firmato da Meo Ponte che all’epoca del fatto scrisse: «Se facessero un film tratto da questa storia, comincerebbe come “I soliti ignoti” di Mario Monicelli e finirebbe come “Le iene” di Quentin Tatantino». Dopo qualche anno sembra che quella che all’epoca era solo una profezia si è realizzata.
Ci ha pensato infatti Alfieri a dirigere, con maestria, la pellicola che ha sviluppato ispirandosi proprio alla genialità senza tempo di Tarantino e alle fervide intuizioni di Monicelli suoi punti di riferimento cinematografici come ama spesso ripetere: «Da Monicelli - si legge in recenti interviste - ho imparato che il dolce non è mai dolce senza l’amaro e che la vita è una commedia piena di momenti tragici ed è Tarantino a ricordarmi che il cinema è stimolante e può anche far riflettere intrattenendo».
In una Torino plumbea, come si addice ad un noir, l’autista di un furgone valori progetta un audace colpo con cui andare in pensione per tutta la vita e trasferirsi in Costa Rica. Luigi agognava la baby pensione come il suo amico Luciano, un ex postino, ma quel sogno appare irrealizzabile quindi non resta che sfruttare le falle nella sicurezza della società per cui lavora e in cui transitano ogni giorno svariati milioni. Coinvolto l’ambiguo Alvise, un collega frustrato e incatenato a un matrimonio che non sopporta più, e un ex pugile, il Lupo, si forma la banda. Il piano prevede niente sangue e niente armi per un colpo grosso che sembra fin troppo facile. Coinvolti anche la bellissima Gina, donna di Lupo, e soprattutto il machiavellico Boutique, un uomo dalla doppia vita ben nascosta dalla sua attività di parrucchiere da sarto d’alta moda. Purtroppo anche i piani migliori possono finire male e un film che inizia dalle parti de “I soliti ignoti” - rispettando i comandamenti del genio di Mario Monicelli - rischia di prendere una brutta piega in stile “Le Iene” di tarantiniana memoria. A dare a questo film una marcia in più è il cast assemblato da Vincenzo Alfieri: si comincia da Giampaolo Morelli nei panni del cervello della banda Luigi, per continuare con uno straordinariamente misurato Fabio De Luigi ossia Alvise. Quindi Giuseppe Rangone è il pensionato Luciano, mentre Gian Marco Tognazzi è Boutique. Lupo è interpretato da Edoardo Leo e Gina ha il volto e la bellezza di Mariela Garriga.
Vincenzo Alfieri comincia molto presto a scrivere sceneggiature ma già all’età di sei anni, dopo aver visto “Batman” di Tim Burton, decide di voler fare l’attore. Studia recitazione e regia a Roma, a New York e a Los Angeles e si laurea in Economia e Scienze Politiche. Attore di varie fiction televisive e pellicole cinematografiche come “Ex”, “Manuale d’amore 3”, “Incantesimo”, “Don Matteo”, “Niente può fermarci” nel ruolo di protagonista, dirige e interpreta in seguito, la web serie “Forse sono io”, trasmessa anche su Mtv, che alla seconda stagione, ottiene tre milioni di visualizzazioni. Nel 2014 Alfieri dirige il corto fantascientifico “Memories” e nel 2017 un nuovo successo, questa volta sul grande schermo, la sua opera prima “I peggiori”, distribuita dalla Warner Bros Italia, che dirige e interpreta insieme a Lino Guanciale. Il film che è la storia di due fratelli caduti in disgrazia, si aggiudica una candidatura ai Nastri d’Argento, come miglior film esordiente.
Maria Romana Del Mese
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