CINEMA

Successo al box office per il film di Camerota

Il lungometraggio di Guido Lombardi, con Riccardo Scamarcio, è stato girato nel 2018 nella località balneare cilentana

CAMEROTA - Tra le poltrone del Bolivar, il piccolo cinema di Marina di Camerota, l’emozione è più forte. Perché il “Ladro di Giorni”, arrivato nelle sale italiane il 6 febbraio, è stato girato proprio nel Cilento, in particolar modo a Marina di Camerota. Ma anche in Puglia. Lo sguardo del regista, il napoletano Guido Lombardi, è sull’anima del Sud, tra suggestioni e sentimenti autentici. Ma se a Gravina sono ambientati riti penitenziali molto simili a quelli che si svolgono ogni sette anni a Guardia Sanframondi, nel Sannio, a Marina di Camerota le scene si svolgono all’interno del cimitero a Lentiscelle, tra i bar di via Lungomare Trieste ma anche tra le bancarelle come se ci fosse una sagra, con ambienti spesso completamente trasformati. Le riprese sono state girate anche sul greto del fiume Mingardo, ai piedi della stazione dei treni di San Severino di Centola e all’interno di un’abitazione in località Sinna sempre a Marina di Camerota, un immobile con vista strepitosa sul mare. Un set cinematografico naturale, quello del Comune cilentano, più volte protagonista di pellicole internazionali. Nel giro di due anni ha visto le riprese di film come “Wonder Woman”, “Il Ladro di Giorni”, “Passpartù - Operazione doppiozero”, e una web serie con gli attori di “Un Posto al Sole”.

Riccardo Scamarcio, protagonista del film, ha raccontato di essere rimasto incantato dalla bellezza di questa terra: «Conoscevo già Marina di Camerota, ci sono stato più volte in vacanza. Il mare e la costa sono spettacolari, ne ho approfittato per un giro in barca», aveva detto l’attore pugliese nel 2018 durante le riprese. Lombardi è tornato al cinema con il film drammatico tratto dal romanzo omonimo uscito nel 2019. La pellicola racconta la storia di Salvo (Augusto Zazzaro), 11 anni, che vive con gli zii in Trentino. Il giorno della sua Prima Comunione ricompare suo padre Vincenzo (Riccardo Scamarcio), che è stato in prigione per 7 anni. L’uomo ora vuole passare del tempo con lui così i due partono verso il Sud e per Salvo sarà l’occasione per conoscere i segreti e il passato del padre. Tra le sorprese del film è che il piccolo co-protagonista, che ora ha 12 anni, è di Polla. Si chiama Augusto Zazzaro e nel 2018 è stato scelto per far parte del film. Cresciuto tra Napoli e Polla, è un vero e proprio bimbo prodigio pur non avendo mai recitato prima. Venne notato ai provini, anche se era lì per aver accompagnato un amichetto. “Il Ladro di Giorni” è il terzo film lungometraggio di Guido Lombardi, regista, sceneggiatore e scrittore napoletano classe 1975. Prima di questo noir on the road con Riccardo Scamarcio, ha diretto il drammatico “Là-bas - Educazione criminale” e il thriller “Take Five”. L’idea de “Il Ladro di giorni” l’ha avuta nel 2007, trasformandola poi in un soggetto di una trentina di pagine che ha vinto il Premio Solinas. È un miscuglio di generi: ci sono il thriller e il road movie e il melò familiare. Nicola Giuliano, Francesca Cima, Carlotta Calori e Gaetano Di Vaio sono i produttori del film invece la distribuzione è affidata a Vision Distribution.

«C’è grande soddisfazione da parte nostra. - ha commentato il sindaco di Camerota Mario Salvatore Scarpitta - È un chiaro segnale di quanto tutto il Comune sia ambito. Una meta turistica che si conferma un set cinematografico internazionale. Un territorio che viene visto completo, a 360 gradi, che viene riconosciuto per le sue innumerevoli bellezze. È importante quello che avviene quando un film viene proiettato nelle sale, ma siamo molto soddisfatti delle grandi parole di stima che tutta la troupe cinematografica ha riservato a Camerota durante la lavorazione del film stesso. Anche Scamarcio - ha aggiunto - ha elogiato spesso le nostre bellezze, ne è rimasto estasiato, è andato in barca molti giorni, ha visitato le nostre spiagge, la nostra costa meravigliosa. Gli è rimasta nel cuore. Questo ulteriore spot pubblicitario non fa che bene al turismo e all’indotto che riescono a realizzare queste produzioni. È quello che viene fuori dal quadro Camerota».

Marianna Vallone