Storia Patria, memoria viva lunga un secolo 

Il traguardo del punto di riferimento della cultura: dal fondatore Bilotti a Cacciatore, un impegno costante per Salerno

A un nome come quello del vallefioritese Carlo Emilio Bilotti, storico ed archivista, il mondo della cultura di Salerno deve non poco. Bilotti, educatore scomparso nel 1927, oltre a dedicare il suo impegno per la conservazione dei monumenti salernitani da membro di un’apposita commissione regia, legò il suo nome alla fondazione della Società Salernitana di Storia Patria che vide la sua inaugurazione esattamente un secolo fa, il 13 gennaio del 1920.
Adesso, a cent’anni dall’avvio di quell’attività così fervente che non si è mai fermata, la città di Salerno ha voluto onorare l’importante traguardo grazie all’impulso dell’attuale Società Salernitana di Storia Patria, presieduta dal professore Giuseppe Cacciatore, facendo coincidere con la celebrazione con l’assemblea annuale dei soci, la presentazione del numero settantadue della rivista semestrale “Rassegna storica salernitana” e l’approvazione del bilancio a cura del tesoriere Vittorio Salemme.
La Società Salernitana di Storia Patria, composta sin da subito da eminenti personalità del mondo accademico, giornalistico ed intellettuale nel segno di una tradizione mai interrotta nei lustri seguenti, ebbe tra i molteplici meriti la stampa e la divulgazione di sedici fascicoli della rivista “Archivio storico della Provincia di Salerno”, con funzione storiografica ed anche di informazione grazie alle note riguardanti avvenimenti avvenuti in tutto il Salernitano. Per sei anni, i lettori e gli studiosi poterono usufruire dello scibile storico della rivista, fatta eccezione per il 1925, anno in cui il Regime fascista ne soppresse le pubblicazioni. Bilotti, di dichiarata fede massonica - fu membro ed in seguito maestro venerabile della Loggia Carlo Pisacane - e noto per il suo anticlericalismo, fu donatore alla sua morte del “Fondo Bilotti”, costituito da materiale riguardanti l’Archivio di Stato e documenti inerenti la Loggia stessa. Per la sua opera scientifica e per il prezioso contributo per la Società Salernitana di Storia Patria spese parole lusinghiere anche Benedetto Croce, il filosofo partenopeo che definì Bilotti «anima operosa e schiva raccolta in dotte ricerche e studi severi che illustrano la storia di Salerno (...)».
Un lavoro proseguito per un secolo e che, adesso, viene portato ancora avanti con passione e impegno. Nel corso della sua prolusione, il presidente Cacciatore ha ricordato le altre fondamentali figure di primo piano che, oltre a Bilotti, si sono spese affinché la Società Salernitana di Storia Patria offrisse studi sempre più rigorosi. Da Leopoldo Cassese ad Emilio Guariglia, tutti tennero fede agli impegni e la Rassegna storica non conobbe intoppi sino al 1967. Una crisi che si acuì solo nei primi anni Ottanta con la presidenza di Italo Gallo, paleografo e filologo classico, sino a giungere, dopo quella di Giovanni Vitolo, all’attuale presidenza del professore Accademico dei Lincei che, tra i molteplici meriti, annovera la lungimiranza dell’apertura alla digitalizzazione e al mondo dei social network, oltre che un non minore contributo alla diffusione di tutte le ricerche storiche, archeologiche e socio-culturali che la Società Salernitana di Storia Patria produce ogni anno.
Nel corso di questi anni, la Società Salernitana di Storia Patria ha dato non poche occasioni di lavoro e di ricerca affidati a giovani e promettenti ricercatori. Inoltre, già da qualche anno, con l’appoggio degli Enti locali, è stata chiesta ed ottenuta l’identificazione di un luogo dove raccogliere le fonti documentarie dell’Industria tessile meridionale, individuato nella palazzina ottocentesca dell’ex direzione delle Manifatture Cotoniere Meridionali. Un patrimonio prezioso, quelle delle Manifatture, perché simbolo di lotte politiche e sindacali che caratterizzarono un’epoca, in città e non solo. Oltre alla Mostra documentaria intitolata “Tal dell’Istoria è dignità. La Società salernitana di storia patria 1920-2020”, allestita all’Archivio di Stato di Salerno, i soci e i visitatori hanno potuto ritirare e leggere il numero 72 della Rassegna. Il volume, illustrato dal professore e storico Alfonso Conte, presenta saggi di notevole interesse, realizzati grazie a inediti documenti d’archivio. Tra questi si segnala quello di Salvatore Cicenia su Fabrizio Mordente, giovane salernitano, matematico, inventore di un particolare tipo di compasso che finì nel mirino di Giordano Bruno: il filosofo nolano, infatti, “omaggiò” Mordente dei suoi insulti nell’Idiota triumphas.
Stefano Pignataro
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