L'INIZIATIVA

Saluti da Salerno, con la Città in regalo il calendario 2019

La geometria del cuore nelle immagini del passato

«La fotografia acquista un po’ della dignità che le manca quando cessa di essere una riproduzione della realtà e ci mostra cose che non esistono più». Scrisse così Marcel Proust, cento anni fa, quando nel romanzo All’Ombra delle fanciulle in fiore continuava nel suo cammino alla ricerca del tempo perduto. Eccole, le cartoline d’epoca con le foto che ci mostrano la città che viviamo nel tempo che fu. E che non esiste più. Ognuno riconoscerà un luogo, molti saranno tentati dal riannodare le fila di una memoria familiare, moltissimi ascolteranno i racconti ereditati da generazioni di salernitani. Il calendario 2019 che il nostro giornale offre ai lettori è un racconto che i salernitani compiranno vedendo la loro città come era. E’ grazie alla collaborazione con il gruppo di appassionati della fotografia storica, Salerno Archivio, che per il 2019 abbiamo selezionato le immagini della Salerno del secolo scorso. Una bella fotografia arriva e può essere tramandata quando l’occhio cattura l’emozione del cuore davanti ad un oggetto, ad un panorama, ad un tramonto, ad un palazzo d’epoca. E’ quando racconta una storia e ti offre un luogo, quando ti riporta in un evento che non hai vissuto, quando ti garantisce uno stato d’animo che è sempre più potente di pagine e pagine scritte.

Eppure queste foto che sono alle nostre spalle e tuttavia, ancora talvolta ricorrenti nella geometria della città, quasi per un riflesso condizionato ti si parano di fronte come un incitamento a conservare la bellezza del tempo come limite verso ciò che l’attraversa e la supera. Eccola, Salerno. Il ricordo è un dato innegabile della nostra vita e quando lo si guarda come un ostacolo allo svolgimento del futuro è solo ottimismo quietistico. E, invece, è che la città senza memoria non ha diritto di guardare al futuro senza scavalcare o negare il presente, in una suggestione di dialettica smagliante tramandata e non offesa dall’oblio.

E’ il dono che il nostro quotidiano intende offrire ai suoi lettori, ai cittadini della città e della provincia con l’augurio di un 2019 che conceda l’impareggiabile intelligenza di vivere a pieno il tempo che ci viene consegnato.

Noi abbiamo scelto per i nostri lettori dodici cartoline con foto d’epoca della città che fu. E che in alcuni casi, in parte, è ancora. La struttura urbana di Salerno è stata segnata dal lungomare e dalla cornice di monti che la circondano. Ma lo sguardo è stato sempre verso il mare, quasi incurante di quello che la natura alle spalle aveva concesso da secoli. E’ proprio questo paesaggio umano che ha segnato la vita quotidiana, le mentalità collettive, l’urbanizzazione che ha sviluppato cambiamenti di stili di vita comunitari. C’è tutto in questi dodici scatti, dodici fotografie, “scoperte” dai fantasiosi ricercatori di immagini di Salerno Archivio e da loro selezionate secondo una logica di storia che apre il dibattito e non lo congela con la memoria. Ecco perché il 2019 abbiamo scelto di aprirlo con la città del come eravamo, seguendo una traccia del riuscito esperimento editoriale compiuto l’estate scorsa, con la pubblicazione delle foto di angoli di città tra Ottocento e Novecento. Abbiamo ricevuto molti consensi per quella iniziativa che ci ha accompagnato nell’estate 2018. Ecco perché l’abbiamo deciso di rimettere insieme il nostro lavoro e quello di Salerno Archivio, una sinergia per il presente perché si apra lo sguardo sul futuro. Se è vero, come testimoniò l’intelligenza di Marc Bloch, che «la storia è scienza del cambiamento». Soprattutto quella dello spazio urbano in cui siamo chiamati a vivere specchiandoci nella città visibile. Salerno, grazie. Buon 2019.