LA RIEVOCAZIONE

Rose bianche e reperti: omaggio ad Avalanche

Sui luoghi dello Sbarco il ricordo dell’associazione “MuBat”

Rinnovato il successo di “Operazione Avalanche”, il progetto rievocativo organizzato, per la quinta edizione, dall'associazione MuBat. Un appuntamento divenuto ormai fisso per i battipagliesi, e non soltanto, che contribuisce a rendere vivido il ricordo di un momento cruciale della Seconda Guerra Mondiale e che vide protagonista proprio il territorio del salernitano il 9 settembre del 1943. Si trattò infatti del primo attacco degli Alleati alla “fortezza Europa”, che si registrò successivamente al complesso armistizio. Questo sbarco nei Paesi alleati ottiene ogni anno importanti celebrazioni e non solo. Addirittura in Canada è presente un Salerno Lake, mentre nel 2020 se n'è discusso nella serie tv su Netflx “The Liberator”. Importanti celebrazioni che però non trovano riscontro in Italia, dove l'evento viene troppo spesso sottovalutato, nonostante la sua grande rilevanza storica.

Esiste però questa rievocazione di MuBat, che forti del riscontro avvenuto in un'edizione non certo semplice da realizzare, quella dello scorso anno, nello sventurato 2020, in cui si registrarono importanti numeri specialmente sui social dove i video dell’evento hanno raggiunto circa sessanta mila visualizzazioni, hanno proseguito nella loro impresa di sottolineare “Operazione Avalanche” quale attrattore culturale internazionale, anche nel 2021, espandendo la sua portata e spalmando l'evento su tre giorni.

L'Avalanche Day è infatti partito il 9 settembre scorso, sin dalla mattina, con una mostra di fotografie e reperti presso l'albergo “Riviera Spineta” situato proprio sulla sabbia in cui avvenne lo sbarco, sulla litoranea di Battipaglia, in collaborazione con l’associazione Avalanche 1943. S'è proseguito poi la sera di giovedì, quando MuBat ha preso parte al Salerno Day al Barbuti Festival, presentando nel centro storico salernitano una narrazione con lo storico americano Matthew Evangelista, e giovani collaboratrici e collaboratori dell'associazione coordinati da Francesco Cacciatore. Venerdì poi, alle 10.30, è stato presentato il primo numero della rivista scientifica intitolata “Occupied Italy”, curata dal Centro Studi 9 settembre dell’associazione Mubat, e all'appuntamento hanno preso parte Matthew Evangelista della Cornell University, Nicola Cacciatore dell'Association for the Study of Modern Italy, lo storico colonnello Frederick Bush, Gian Lorenzo Zichi dell'Università di Cagliari, Juan M. de Lara Vàsquez dell'Università di Catania, con introduzione dell'editore della rivista, Francesco Cacciatore, e Mariangela Palmieri. Nel pomeriggio di sabato s'è tenuto poi l'atto conclusivo con la rievocazione in uniforme dello sbarco degli alleati sulla costa di Battipaglia. Sin dalla mattina però è stato possibile per il pubblico visitare i campi allestiti e osservare i mezzi militari originali che si sono aggiunti poi all’allestimento di foto e reperti.

È stata scoperta in seguito una speciale opera dell’artista Alfonso Mangone, aggiunta al cippo dove negli scorsi anni l'associazione, insieme al Comune battipagliese, avevano già predisposto una lapide. Durante l'evento di sabato sono poi state gettate in mare delle rose bianche, in ricordo dei caduti del 1943, cerimonia chiamata “White Roses”, e con un concerto swing della U.S. Naval Forces Europe Band. A ottobre, però, le iniziative dell'associazione MuBat proseguiranno, con la presentazione agli studenti, il 16 ottobre, del tour virtuale "Shoah Museum", e con la presentazione della mostra on line sulla presenza delle truppe britanniche in Italia dal '43, il 30 ottobre.

Andrea Picariello