«Rino Gaetano, maestro di coraggio» 

Il ricordo dell’artista salernitano Gianni Mauro, attore di cinema in “Passpartù”

Domani la prima nelle sale. Sarà il Cinema Apollo di Salerno a tenere a battesimo “Passpartù - Operazione Doppiozero”, film diretto da Lucio Bastolla e ambientato nel borgo di Ceraso, con l’esordio sul grande schermo di Veronica Maya. Tra gli attori c’è Gianni Mauro, poliedrico artista salernitano trapiantano a Roma, che fu legatissimo al grande e compianto Rino Gaetano. «È stato mio caro amico. Lo conobbi nel 1976, quando firmai un contratto come autore con la Rca. Parlavamo spesso di letteratura e di teatro. Lui come me amava il non-sense e il teatro dell’assurdo, di cui il massimo esponente era Ionesco e, contemporaneamente, del grande poeta futurista Majakovskij. Ma parlavamo anche di Pessoa, di Pirandello».
Che persona era Rino Gaetano?
Era un grande artista, eppure era un uomo umile, solidale, sensibile. Mi ha lasciato il coraggio di trasgredire, dissacrare, ma sempre restando nei limiti del buon gusto.
Chi è, invece, Gianni Mauro?
È forse un attore, forse uno scrittore, forse un poeta, ma, come scriveva Pirandello, “per se stesso, probabilmente, è nessuno, per gli altri quello che credono lui sia”.
Cosa manca a Salerno, che le è rimasta nel cuore, per diventare capitale della cultura teatrale, musicale e cinematografica?
Io credo che Salerno, città di grandi musicisti, attori, intellettuali, dovrebbe aprire di più i suoi confini culturali e artistici, ancora troppo ristretti e ripetitivi.
Cosa farà Gianni Mauro da grande?
Quando ero piccolo, mi ponevo sempre questa domanda. Ora lo so. Da grande voglio diventare, semplicemente, un uomo degno di appartenere a quella categoria, sempre più rara, se non addirittura in totale via di estinzione, che viene definita umanità.
Antonio Di Giovanni
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