L'EVENTO

Riccardo Cocciante: «Porto a Eboli il mio Notre Dame»

Torna in scena dopo 20 anni lo spettacolo che ha entusiasmato il mondo

SALERNO - “Notre Dame de Paris” festeggia 20 anni e riparte da Milano, ma tra le tappe del tour non poteva mancare il Palasele di Eboli, dove l’opera popolare moderna più famosa al mondo, arriverà a novembre. «L’artista deve saper soffrire per la sua differenza, e saper lottare quando vuole affrontare qualcosa di diverso e inedito», ha detto Riccardo Cocciante commentando in conferenza stampa il successo ventennale di “Notre Dame de Paris”, lo spettacolo tra i più imponenti mai realizzati. La più importante novità è che il tour che celebra il ventennale riparte con il cast originale, quello del 2002 con Lola Ponce e Giò di Tonno, e si riunisce per la prima volta in assoluto. Il grande debutto si terrà al Teatro degli Arcimboldi, a Milano, il prossimo 3 marzo e proseguirà in lungo e in largo per tutt’Italia fino a fine anno, con tappe campane a Napoli al teatro Palapartenope dal 27 al 30 ottobre e poi a Eboli, al Palasele dal 26 al 27 novembre. In occasione di un anniversario così importante, solo per il 2022, lo show avrà come protagonista l’intero cast originale del debutto, con il grande ritorno di Lola Ponce nei panni di Esmeralda.

Insieme a lei, sul palco, ci saranno Giò Di Tonno nei panni di Quasimodo, Vittorio Matteucci con Frollo, e poi Leonardo Di Minno con Clopin, Matteo Setti con Gringoire, Graziano Galatone con Febo e Tania Tuccinardi nel ruolo di Fiordaliso. In alcune date speciali del tour ci saranno Claudia D’Ottavi e Marco Guerzoni, nelle vesti di Fiordaliso e Clopin, primi interpreti nel 2002. Sul palco oltre 30 artisti tra ballerini, acrobati e breaker. Tratta dall’omonimo romanzo di Victor Hugo, la versione italiana dello spettacolo, curato da Pasquale Pannella con le musiche eterne di Riccardo Cocciante, ha appassionato in questi anni più di quattro milioni di persone. «Sono trascorsi vent’anni dalla prima rappresentazione italiana ma la forza, la maestosità e la grandezza di quest’opera popolare sono quelle del primo giorno. “Notre Dame de Paris” parla dell’anima umana, che è eterna e soffre, ieri come oggi, per amore e per le ingiustizie. - ha commentato Riccardo Cocciante - Racconta dell’incapacità di accettare l’altro, il diverso da noi. L’essere umano si evolve ma i sentimenti e le dinamiche di cui è vittima e carnefice allo stesso tempo restano i medesimi perché appartengono alla sua natura fallibile. La forza di “Notre Dame de Paris” proviene anche dal pubblico che continua ad appassionarsi alla storia di Esmeralda e Quasimodo, due diversi che lottano per essere amati e amare».

L’opera è pronta a emozionare ancora il pubblico attraverso un tour che celebri l’intramontabilità della propria storia, dopo un successo dietro l’altro. In due decadi “Notre Dame de Paris” ha visitato 47 città per un totale di 159 appuntamenti e 1.346 repliche complessive. L’opera popolare moderna, inoltre, è stata tradotta e adattata in 9 lingue diverse (francese, inglese, italiano, spagnolo, russo, coreano, fiammingo, polacco e kazako) e ha attraversato 20 Paesi in tutto il mondo con più di 5.400 spettacoli, capaci di stupire e far sognare 13 milioni di spettatori internazionali. Eppure Cocciante ha raccontato la grande difficoltà di mettere in scena per la prima volta lo spettacolo, che poi ha conquistato tutto il mondo. È la storia di Quasimodo, il campanaro gobbo della cattedrale di Notre Dame de Paris e del suo amore tragico e impossibile per Esmeralda, la bella gitana. Un amore condannato dall’ingiustizia e dall’ipocrisia. «“Notre Dame de Paris” non solo ha detenuto ogni record di pubblico in Italia, ma ha rivoluzionato la scena dello spettacolo nel nostro Paese», ha concluso Cocciante.