COME ERAVAMO

Quando a Salerno partì il “fronte del mare”

L’Opera della spiaggia: i lavori nel 1911 per proteggere la città dalle mareggiate e ampliare il progetto urbano

 

In questa foto, databile intorno al 1911, siamo all’altezza dell’attuale Embarcadero al Lungomare, mentre si andava realizzando il riempimento tra il muro di riva, ultimato, e l’antico asse stradale, lungo la linea di costa, che al tempo non era ancora chiamato via Roma ma tutto Corso Garibaldi, dalla Ferrovia sino al Teatro Verdi.

I lavori in cantiere, noti nella storia urbanistica della città come “l’Opera della Spiaggia”, seguivano un progetto di ampliamento urbano lungo la fascia costiera, proposto fin dagli ultimi decenni dell’Ottocento, per la protezione di quel fronte della città dalle mareggiate, ma anche come recupero di nuovi suoli edificatori. I lavori di riempimento e difesa del litorale furono appaltati dal Comune (sindaco Lorenzo Cavaliero ) all’Impresa Cammilli di Firenze nel 1904, e completati, tra liti e contenziosi vari, nel 1912. In quello stesso anno 1912, l’ingegnere capo del Comune, Franklin Colamonico ,presentò in consiglio comunale un progetto di massima che prevedeva su quei suoli di risulta della spiaggia, a partire da Santa Lucia, la realizzazione di quattro grandi edifici: il Municipio (che allora era a via Canali), un albergo, Poste e Telegrafi e una Cassa di Risparmio. Ma la proposta, rappresentata ufficialmente attraverso un opuscolo a stampa, dopo aspre polemiche e perfino un referendum tra i cittadini indetto dal giornale “Salerno Nuova”, fu respinta dal consiglio comunale nel luglio del 1912.

Sulle aree recuperate al mare saranno poi, in progresso di tempo, realizzati i fabbricati tra il lungomare Trieste e la via Roma-Corso Garibaldi; tra questi è compreso quello della Camera di Commercio, i cui lavori, avviati nel 1921 si completarono solo nel 1927.

Nella foto riprodotta, utilizzata nel 1914 per una nota cartolina dell’editore Cataneo, è ben evidente sul lato destro la cortina edilizia dell’800 con al centro il Palazzo della Prefettura, già Intendenza e oggi Palazzo Sant’Agostino, sede della Provincia, ancora così com’era stato in epoca murattiana (1812) e prima delle trasformazioni edilizie del 1928 (con la sopraelevazione con la creazione del terzo piano e la torre dell’orologio, spostata dal centro della facciata all’angolo con via Duomo). A lato di questo (sul fianco orientale, attuale via Giuseppe Vigorito) si vede il fabbricato abitativo ottocentesco, che sarà tra i pochi demoliti e sostituiti da un edificio in cemento armato lungo quel fronte del centro storico. Sullo sfondo, dopo la cupola dell’Annunziata ed il folto gruppo di alberi della Villa Comunale, si intravede il fianco orientale del Teatro Verdi.

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