Più di ventimila vinili in casa «Quella foto coi Pink Floyd» 

Cava de’ Tirreni ricorda Peppe Imparato, noto collezionista di dischi e musicologo «Sul podio mondiale per la band londinese, corse in hotel a Positano per vederli»

A due mesi dalla sua prematura dipartita, gli amici di Peppe Imparato, importante collezionista di dischi in vinile ed esperto musicologo, lo hanno voluto ricordare venerdì sera, nel corso di un incontro svoltosi in uno spazio nei pressi della chiesa di Sant’Alfonso. Erano presenti, la sorella Anna e tanti amici e amatori del vinile. Imparato, come ricordato da Licio Pallino, suo amico e musicologo, «è tra i primi due o tre collezionisti al mondo a possedere l’intera discografia dei Pink Floyd». È stato anche organizzatore di numerose mostre del disco da collezione e collaboratore di numerose riviste.
Una bella serata, nel corso della quale molti suoi amici ed amatori del vinile hanno voluto ricordare l’amico, l’esperto collezionista e soprattutto la persona generosa e semplice. «S’innamorò della musica già in giovane età, aveva 12 anni -ha affermato la sorella Anna- ascoltando la famosa trasmissione “Bandiera Gialla” condotta all’epoca da Renzo Arbore e Gianni Boncompagni». Un altro aneddoto riguarda una sua partecipazione ad un concerto di Patty Pravo a Roma. A raccontarlo è sempre la sorella Anna: «A fine concerto si recò insieme alla moglie Rossella Lambiase nei pressi del camerino che ospitava la ragazza del “Piper” per farsi autografare uno dei primi suoi primi 45 giri. Non fu facile entrare. Finalmente anche grazie alle garbate insistenze della moglie, giornalista fu al cospetto di Patty Pravo che notò subito un 45 giri che non aveva nella sua personale collezione. Lo voleva acquistare ma Peppe non volle accettare alcun compenso. Glielo regalò. Un gesto che Patty Pravo apprezzò moltissimo».
Peppe Imparato conosceva molto bene il mondo del vinile. Licio Pallino ne elenca le qualità: «Aveva fiuto, passione ed autorevolezza». Da una semplice sfumatura di colori della confezione che conteneva il disco riusciva a comprendere in quale nazione era stato stampato. «Il collezionista è colui che cerca di possedere l’artista e fa ogni cosa pur di avere tutto ciò che ha prodotto. Psicologicamente è un modo di averlo a casa sua ad uso esclusivo. Collezionare è come avere l’artista in casa». Questo suo concetto Peppe Imparato lo aveva espresso nel docufilm “I vinilici - perché il vinile ama la musica”, che aveva girato con Carlo Verdone, Renzo Arbore, Bruno Venturini e Lino Vairetti degli “Osanna”. I Pink Floyd erano il gruppo che Imparato ha amato di più. Aveva tutti i dischi del celeberrimo gruppo, acquistati in varie parti del mondo. Una grande passione per questa banda rock che culminò con la conoscenza nel corso del leggendario concerto di Cava de’ Tirreni, il 25 e 26 maggio 1989. È stato ancora Pallino, nella serata ricordo, a descrivere lo stato d’animo di Peppe Imparato prima dell’incontro: «Mi chiamò a telefono molto contento, forse di più, dell’appuntamento che era riuscito ad avere prima del live, tramite gli uffici di un comune amico, con la band inglese ospite del “Sirenuse hotel” di Positano. Per raggiungere la perla della Costiera mi disse di aver impiegato non più di mezz’ora. Cosa impossibile! Mi ribatté scherzosamente: “La macchina non aveva bisogno dell’autista, conosceva molto bene la strada”».
E poi l’incontro certificato da una foto che si fece scattare con il batterista del gruppo, Nick Mason. Ma non solo i Pink Floyd, Peppe Imparato, da esperto collezionista, conosceva molto bene anche la musica dei Deep Purple, Jefferson Airplane, Patty Pravo, Fabrizio De André (di questi artisti conserva nella sua collezione di oltre ventimila dischi molto materiale inedito). Nel 2018 ottenne il premio come “collezionista dell’anno” dalla rivista Raro/Più. Per la rivista Vinile stilò una classifica dei 45 giri più rari e preziosi della sua collezione privata. Al primo posto I Diabolici con il brano “Qualcuno piange/c’è una strada”, del 1968.Il valore si aggira intorno ai 2.500 euro. «Fu stampato - scrisse Imparato - in sole cento copie dalla Rcm di Modena». Una è a Cava de’ Tirreni.Francesco Romanelli
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