IL CONCERTO 

Note d’autore per ricordare le vittime del Covid 

A Campagna ultimo appuntamento con “Creattiva”: sul palco salgono Aiello e De Donno

L’acqua, l’elemento più congeniale all’uomo, sarà al centro di alcune storie, a essa strettamente collegate, che evocheranno la forza aggregante e accogliente del mare, nella cui immensità hanno navigato uomini e conquistatori, e si sono perse e ritrovate intere popolazioni. “D’acqua e sale” è il progetto, evento canoro e segmento culturale che concluderà il festival “Dinto e fora”, dedicato alla memoria e alle vittime del Covid, che si è tenuto a Campagna. Stasera, alle ore 22, l’ultimo spettacolo con due eccelse musiciste, il mezzosoprano Gabriella Aiello e l’arpista Giuliana De Donno che saliranno sul palco di piazza Giovanni Palatucci in un concerto che rievoca la “chiena” e che rappresenta il racconto, attraverso la musica, di un viaggio emozionale e coinvolgente, attraverso alcuni luoghi del Mediterraneo, sulle cui sponde, per millenni, si sono avvicendati popoli e tradizioni. «La serata - ha svelato Aiello - sarà un’occasione speciale per esibirci nell’interpretazione e nella rivisitazione di canti che parleranno di acqua, canti di lavoro o di lacrime, come quelle delle donne dei pescatori mai più tornati, canti legati al dolore degli emigrati, canti d’amore o antiche litanie che provengono da lontano, e si snodano tra i vari territori italiani, luoghi ambiti, bramati e baluardi di conquiste, dove convivono e si amalgamano culture, aneddoti e storie».
Cantante colta e raffinata, suonatrice di kalimba, antico strumento africano, ricercatrice e studiosa di canti antichi e tradizionali, di polifonie contadine, allieva e assistente di Giovanna Marini presso la Scuola di Musica Popolare del Testaccio di Roma, Gabriella Aiello, sarà accompagnata sul palco da Giuliana De Donno, artista classica, che si è specializzata in arpa celtica, paraguayana e viggianese. «Il nostro connubio, - ha aggiunto Aiello - toccherà canti e dialetti diversi, come quello del Salento, del classico napoletano, delle zone del polesine, colpite da un alluvione devastante. Proporremo brani in greco, in spagnolo e io stessa dedicherò una ninna nanna alle vittime del Covid, per accompagnarle nel loro passaggio all’altro mondo. Sarà tutto improntato sul tema dell’acqua che bagna e benedice quei luoghi fortunati, affascinanti e confinanti, stretti dall’abbraccio rassicurante del nostro Mediterraneo». “D’acqua e sale”, è un progetto che racchiude «i nostri percorsi di esperienze e di studi, che ci hanno portato a visitare e conoscere, attraverso il viaggio, tante etnie diverse», ha concluso Aiello.
Maria Romana Del Mese
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