L'INTERVISTA

Neri Parenti: «È il momento di dire basta ai cinepanettoni»

Il regista ha festeggiato a Salerno i 40 anni di carriera

Quarant’anni di successi, più di cinquanta film diretti e una carriera costellata di soddisfazioni. Neri Parenti è il regista degli italiani, il re della risata e colui che ha portato il buonumore nelle famiglie. La sua firma è legata alla saga di Fantozzi, al conte Fracchia, agli attesissimi e puntualissimi cinepanettoni e agli attori che ruotano intorno ai fortunati film di natale. Direttore di pellicole che sono entrate a far parte della quotidianità, e dalle quali abbiamo attinto un gergo che ci appartiene, maestro della commedia italiana, ma soprattutto uomo affabile e disponibile, molto apprezzato dalla massa. In occasione dei suoi quarant’anni di successi, Neri Parenti sarà ospite questa mattina dell’Università degli studi di Salerno dove tiene un convegno a lui dedicato: “Sogni mostruosamente proibiti”. L’evento, moderato da Stefano Pignataro, è stato organizzato dalle associazioni Futura A. V. D e Alf_linguisticamente, e promosso in collaborazione con il premio Charlotte 2019.

Quarant’anni di carriera, quando ha cominciato Neri Parenti avrebbe mai immaginato di giungere a questo traguardo?

Ho sempre creduto nelle mie capacità. Ho avuto la fortuna di fare un mestiere che mi piace e l’ho fatto con passione e determinazione. Sono stato allievo di grandi maestri, Steno, Festa Campanile, Capitani e il successo è arrivato anche grazie alla consapevolezza che potevo credere in me stesso.

Con l’avvento di Sky, Netflix, internet, i film si continuano a fare? Chi va al cinema oggi?

Un tempo, quando ero giovane, i ragazzi erano la linfa del cinema, oggi purtroppo usano altri mezzi per vedere i film. La vita dei giovani, è scandagliata dalle abitudini nell’usare i cellulari, i computer, e ciò che a loro interessa, quindi anche i film, vengono visti attraverso i mezzi offerti dal progresso e dalla tecnologia. A cinema ci vanno gli anziani che non hanno dimestichezza con questo mondo.

Quindi il cinema italiano non gode di buona salute?

Purtroppo no, nell’ultimo anni sono usciti 25 film, a fronte dei 300 di un tempo.

Lei ha creato il fenomeno coppia De Sica-Boldi, ha diretto Paolo Villaggio, e ha prodotto incassi importanti al botteghino, si ritiene soddisfatto del suo lavoro oppure ha ancora un sogno nel cassetto?

Sono molto soddisfatto del mio lavoro, un sogno irrealizzato è quello di poter fare un film d’avventura. Sono appassionato della saga di Indiana Jones, del mistero dell’Isola Verde, ma in Italia è molto difficile che si realizzino. A cominciare dal fatto che è improbabile individuare un attore con lo stesso carisma di Harrison Ford. Tra i film da me diretti infatti, amo particolarmente Natale sul Nilo proprio perché ha una vena avventurosa e una trama entusiasmante e dinamica.

Immagino che nella sua vita da portatore di buonumore si è anche divertito. C'è un aneddoto che porta nel cuore e che ama ricordare?

Mi sono divertito e ho divertito, gli aneddoti più significativi che ricordo, sono quelli legati al personaggio di Fantozzi.

Quale caratteristica deve avere un attore per lavorare con lei e chi attore ha diretto con più piacere?

Senza dubbio Paolo Villaggio. Paolo non era un attore, forse la cosa che lo interessava meno era proprio la recitazione. Era un uomo semplice, per niente presuntuoso, amava scrivere libri e divertirsi ed era supportato da una grande cultura. Un attore dovrebbe avere queste caratteristiche, ma sono davvero in pochi ad averle.

Come sceglie le sceneggiature dei suoi film?

Le sceneggiature sono tutte ideate da me, ma per fare un buon lavoro, devi attingere da tutto ciò che ti circonda. Un tempo la mia aspirazione erano i quotidiani locali, sbirciavo tra le loro pagine per trarne spunti di vita vissuta.

Ci sarà un altro cinepanettone?

Non credo. È arrivato il momento di dire stop.

Maria Romana Del Mese