EROS D'ESTATE

Naturismo e dintorni, lui si spoglia ma lei “no”

A Camerota la spiaggia del Troncone: le donne però non sempre sono convinte di provare l’esperienza

Dopo aver spopolato in tutto il Centro e Nord Europa, il turismo naturista - o nudista - ha preso piede anche qui in Italia. Sono molte, infatti, le spiagge ufficialmente riconosciute dalla Fenait, la Federazione Naturista Italiana, dove si può prendere il sole senza veli ma in tutta sicurezza.

A Marina di Camerota si trova la spiaggia del Troncone, composta da tre calette ben nascoste da un largo costone di roccia che tiene lontani gli sguardi indiscreti. Eppure nonostante la cautela e le precauzioni del caso, le donne che scelgono di abbracciare uno stile di vita naturale restano una minoranza, forse per paura di rivestire il ruolo di “acchiappa- guardoni”. Non è un mistero che, chi pratica il nudismo, fa più fatica a trovare una compagna che condivida il suo pensiero. Ma se certe differenze, d’inverno, sembrano facilmente tollerabili, con l’arrivo della bella stagione cadono le maschere e anche gli ultimi tabù.

Le vacanze estive rappresentano la prova del fuoco per quelle coppie dove lui si spoglia e lei no. Molti uomini, anche sposati, preferiscono vivere questa passione da soli, praticando il nudismo senza coinvolgere la partner. Altri invece scelgono di condividere tutto con la compagna, abituandola gradualmente a questa filosofia di vita. All’inizio un po’ di timidezza è comprensibile, ed è meglio frequentare le spiagge nudiste quando sono meno affollate, evitando le ore di punta per garantire a lei il giusto grado di privacy. Inoltre è bene ricordare che la compagna di un naturista non deve necessariamente spogliarsi all’istante, quindi se i primi tempi preferisce tenere lo slip, meglio non forzare le cose mettendosi a gridare «Nuda! Nuda! » in riva al mare. Il naturismo, infatti, va sempre praticato in un clima di rispetto e tolleranza reciproca, perché è solo così che si vincono i tabù.

E quando parlo di tabù non mi riferisco al sesso ma più in generale alla paura di mostrare il proprio corpo così com’è, esposto e imperfetto, talmente sincero nella sua normalità da risultare quasi irritante. Perché diciamolo una volta per tutte: noi donne non siamo abituate a mostrare un corpo nudo che non sia men che perfetto, che presenti smagliature o che abbia addirittura la pancetta. Negli anni la pubblicità e gli show televisivi hanno contribuito a fissare degli standard di bellezza irrealistici che la maggior parte di noi non riuscirà mai a raggiungere. Al contrario, il naturismo è nato proprio per sovvertire quei canoni e fare i conti con l’ordinarietà.

Chiamatela inclusività o body positivity se lo preferite, ma la sostanza è la stessa: il naturismo sembra fatto per creare un’occasione di racconto e condivisione attraverso l’accettazione di noi stesse così come siamo, e non come ci hanno detto di essere. E spogliarsi e accogliere il proprio corpo rappresenta un traguardo importante. Per tutti, donne e uomini.