IL LUTTO

Morto Riccardo Dalisi, il "Maestro Gentile"

L'architetto napoletano espose le sue opere a Salerno lo scorso novembre

NAPOLI - E' scomparso a Napoli l'architetto e artista Riccado Dalisi. Nato a Potenza il 1 maggio del 1931 ha ricoperto la cattedra di Progettazione nella Facoltà di Architettura dell'Università "Federico II" dove è stato direttore e docente della Scuola di specializzazione in Disegno industriale. L'architetto, maestro del design, autore di oggetti iconici entrati nelle case di milioni di persone e nei musei di tutto il mondo nello scorso novembre è stato protagonista di una mostra alla Pinacoteca provinciale.

«Aveva 90 anni - dichiara il presidente della Provincia, Michele Strianese - ma le sue opere sono senza tempo. Ho appreso con dolore della sua scomparsa e mi rimane l’orgoglio di avere ospitato la sua arte a Palazzo Pinto (Arco Catalano), sede della nostra Pinacoteca provinciale, proprio lo scorso novembre 2021. Una mostra di grande successo che è stata molto visitata. Tutto il mondo dell’arte, dell’architettura, del design e della cultura piange la sua scomparsa, professore ordinario di Progettazione Architettonica, incaricato di Disegno Industriale e Direttore della Scuola di Specializzazione in Disegno Industriale dell’Università di Napoli Federico II, è stato fra i designer più influenti della seconda metà del ‘900. Fra i primi a formulare il concetto di sostenibilità applicato al design, devo dire che, nella mostra Dalisi, il vuoto e il pieno, mi aveva molto colpito la semplicità e la povertà dei materiali usati per le sue sculture e gli oggetti di design. Parliamo di cartapesta e poi latta, rame, ferro, ottone. Tutti materiali poverissimi che acquistano preziosità nel processo di modellazione e trasformazione, perché il suo era un design socialmente utile, con le persone al centro. Scompare Riccardo Dalisi, se ne va il “Maestro gentile” ma ci lascia la sua straordinaria eredità umana e civile, oltre che artistica. Esprimo il più profondo cordoglio alla sua famiglia, agli amici e a quanti lavoravano al suo fianco, a nome mio e di tutta l’Amministrazione provinciale».