«Mi ha rovinato felicemente la vita e non posso che ringraziarlo»

Come non ricordare le splendide lezioni su Gozzano, Moravia di Edoardo Sanguineti, negli anni Settanta, fatte in una nuvola di fumo di sigarette. Metteva sulla scrivania due pacchetti di sigarette,...

Come non ricordare le splendide lezioni su Gozzano, Moravia di Edoardo Sanguineti, negli anni Settanta, fatte in una nuvola di fumo di sigarette. Metteva sulla scrivania due pacchetti di sigarette, un tipo leggero un’altra decisamente più forte; e iniziava a fumare, accendeva la prima con l’ultimo mozzicone ancora accesso della precedente e così lentamente “sfumava” in una nebbia, fumando un’unica lunghissima sigaretta. Duravano un’ora senza pausa in un discorrere continuo, e noi ammaliati appena in tempo a prendere appunti. L’aula era gremita. Molti in piedi. Un ricordo
meraviglioso di come si faceva lezione, allora. Ricche digressioni, affondi tematici, capovolgimenti di prospettive, originali relazioni tra testi apparentemente lontani, molta ideologia spesa in una
stilistica vocale splendida. Insomma s’imparava, dal vivo, come leggere “per bene” un testo. Mi sono laureato con Sanguineti nel 1974. Aveva un’edizione per amici del Montale del 1972. Lo tirò
dal cassetto e mi disse «Prenda. Questa è la sua tesi»; non c’era bibliografia in giro. L’ho visto
ancora soltanto un paio di volte; poi in quell’anno è partito per Genova. Conservo ancora un suo
ultimo bel biglietto di ringraziamenti che mi scrisse per un volume che gli avevo inviato.
Sanguineti mi ha “rovinato” felicemente la vita, e per questo non posso, in ultima istanza, che
ringraziarlo per sempre.
*Ordinario di Letteratura italiana moderna e contemporanea presso l’Università di Salerno