ANNO LITURGICO

Mercoledì delle Ceneri 2018: significato, origini, digiuno e riti

Inizia il tempo che prepara alla Pasqua

ROMA - Si festeggia oggi il mercoledì delle Ceneri. Ma cosa significa questa data e soprattutto perché vi è correlato il digiuno? In pratica quali sono le origini della festa?

MERCOLEDI' DELLE CENERI, IL SIGNIFICATO E LE ORIGINI

Andiamo innanzitutto a capire il significato del Mercoledì delle Ceneri. Perché il rito della benedizione e della cospersione delle Ceneri risale al X secolo e ricorda il destino mortale che attende tutti noi. Il sacerdote recita infatti la formula: "Ricorda uomo che sei polvere e polvere ritornerai". Le ceneri sono ricavate bruciando i ramoscelli d’ulivo distribuiti la Domenica delle Palme dell’anno precedente. La tradizione colloca il Mercoledì delle Ceneri il giorno successivo a Martedì Grasso, fine del Carnevale e inizio della Quaresima, che termina alla mezzanotte del Venerdì Santo.

MERCOLEDI' DELLE CENERI: COME AVVIENE IL DIGIUNO?

Il Mercoledì delle Ceneri è giorno di digiuno e astinenza dalle carni (così come lo è il Venerdì Santo, mentre nei Venerdì di Quaresima si è invitati all’astensione dalle carni). Come ricorda uno dei prefazi di Quaresima, «con il digiuno quaresimale» è possibile vincere «le nostre passioni» ed elevare «lo spirito». Durante la celebrazione del Mercoledì delle Ceneri il sacerdote sparge un pizzico di cenere benedetta sul capo o sulla fronte. Secondo la consuetudine, la cenere viene ricavata bruciando i rami d’ulivo benedetti nella Domenica delle Palme dell’anno precedente. La cenere imposta sul capo è un segno che ricorda la nostra condizione di creature ed esorta alla penitenza.

MERCOLEDI' DELLE CENERI: IL RITO AMBROSIANO

A differenza del rito romano, in quello ambrosiano non c’è il rito del Mercoledì delle Ceneri dal momento che la Quaresima inizia domenica 18 febbraio quando che vengono imposte le ceneri durante le Messe festive della giornata. Una delle particolarità del rito ambrosiano, durante la Quaresima, è quella dei cosiddetti venerdì ‘aliturgici’, parola tecnica che significa “senza liturgia eucaristica”. Chi entra, in un venerdì di Quaresima, in una chiesa di rito ambrosiano trova sull’altare maggiore una grande croce di legno, con il sudano bianco: simbolo suggestivo del Calvario e segno di abbandono. Si crea così un vero e proprio senso di vuoto, acuito dal fatto che per tutto il giorno non si celebra la Messa e non si distribuisce ai fedeli la comunione eucaristica.