L'INTERVISTA

Luigina Tomay: «I virtual lab ci fanno recuperare il tempo perso con il virus»

La direttrice del Map di Pontecagnano: «In campo tante attività e quando riprenderemo lo faremo al meglio»

PONTECAGNANO FAIANO - Il mondo si è fermato, di fronte a un nemico sconosciuto, subdolo, che improvvisamente si è impossessato delle nostre esistenze, rese vulnerabili e manovrabili, in balia di un virus che colpisce senza tregua. Ma sono tante le iniziative per aiutarci a non perdere il contatto con il mondo esterno attraverso l’uso dei social e delle varie piattaforme e su questa scia si inserisce il Museo Archeologico di Pontecagnano, diretto da Luigina Tomay, che va incontro alle esigenze del pubblico costretto a casa con varie iniziative culturali.

Direttrice Luigina Tomay, l’attività del Museo Archeologico di Pontecagnano, seppur virtuale, non si ferma...
Fin da subito abbiamo aderito alla campagna #lacultura nonsiferma lanciata dal Mibact che ha invitato tutti i luoghi della cultura a tenere viva l’attenzione sull’immenso patrimonio del nostro Paese., ma abbiamo anche aderito alla campagna #iorestoacasamascopro della Direzione Regionale dei Musei della Campania. Ma siamo andati anche oltre visto per il “Dantedì” abbiamo ricordato la tomba a camera dipinta, ormai nota come la tomba della donna con ombrellino, che rappresenta l’arrivo nell’Ade della defunta accolta da un familiare. E ancora per la Giornata del Teatro abbiamo ripercorso le rappresentazioni teatrali messe in scena negli ultimi anni al Museo grazie alla collaborazione con il regista Andrea Carraro e il Teatro Ghirelli di Salerno e al sostegno della Scabec che ha inserito l’evento “Spettattori” nell’annuale manifestazione “Campania by Night”.

Quali sono i mezzi tecnologici più validi per far continuare il pubblico a essere parte integrante del museo?
Gli eventi messi in campo sul web in questi giorni hanno ampiamente dimostrato come possano essere coinvolte intorno a temi culturali ampie sfere di pubblico proprio grazie al digitale. Per quanto riguarda la nostra esperienza di comunicazione ci affidiamo soprattutto ai social media che indubbiamente implicano modalità di comunicazione differenti, sia per il pubblico da raggiungere sia per il grado di approfondimento del messaggio che si vuole trasmettere. Ad esempio in questi giorni, nell’ambito della nostra rubrica #ilmapchenonconosci, stiamo pubblicando su Facebook brevi video che raccontano la storia di reperti particolari o di luoghi dell’antica città di Pontecagnano, che magari, durante la visita al museo, restano in secondo piano ma che meritano attenzione al pari delle tombe dei principi o di altri oggetti molto noti.

Cosa lascerà secondo lei, in ognuno di noi, la drammaticità di questo periodo?
La situazione che stiamo vivendo non ha precedenti. Al di là dell’aspetto tragico legato alla perdita di tante vite, al dolore di tante famiglie e al sacrificio quotidiano affrontato da molte categorie di lavoratori, penso che questo periodo dovrà farci crescere, insegnandoci ad apprezzare di più non solo le cose che in periodi di attività frenetica coltiviamo di meno - la lettura, lo studio o il dialogo con i nostri familiari - ma anche la normalità di gesti e occasioni semplici, come un abbraccio, una serata al cinema o una cena con amici.

E il museo che dirige come si rialzerà, quando la nostra vita tornerà a essere quella di sempre?
Avevamo già molti progetti in campo, dovremo riprenderli e organizzarci per riguadagnare il tempo perduto. Ad esempio partendo dalla Giornata Nazionale del Paesaggio, che dovevamo celebrare il 14 marzo, ma anche mettendo in campo la seconda edizione del progetto “Musée éclaté-Museo senza limiti”. E poi il progetto di una grande mostra dedicata ai fenomeni della mobilità e dell’interazione tra popoli, argomenti su cui la lunga storia della città etrusca di Pontecagnano ci induce a riflettere con tante importanti testimonianze.