Antonio Corbisiero

IL LIBRO

Lo strano caso della poetessa inglese

Pamela Reynolds, amata da Croce, si uccise ad Anacapri. Antonio Corbisiero indaga sulla vicenda

Una ragazza, appena ventenne, promessa della poesia internazionale – nei confronti della quale aveva espresso belle parole addirittura Benedetto Croce – si avvicina sul bordo della rupe di Orrico, ad Anacapri. Chiude gli occhi, un ultimo respiro, chissà forse un definitivo pensiero ai versi che l’avevano accompagnata, uno strano senso di angoscia e colpa, poi il salto nel vuoto. Era Pamela Reynolds , giovane poetessa inglese, passata alle cronache per quello che ufficialmente è stato definito un suicidio. Oppure no? Negli anni, molti elementi hanno lasciato intravedere un’altra verità. Forse omicidio o induzione al suicidio. È così che il giornalista salernitano Antonio Corbisiero ha iniziato a districarsi tra i meandri oscuri di questa storia, all’indomani di una visita al medico svedese Axel Munthe , la cui villa si trova sul promontorio di Anacapri. Ne è uscito fuori un pamphlet intitolato “Il mistero di Pamela Reynolds” che Corbisiero ha pubblicato per Edizioni “il grappolo”, affidando l’introduzione a Patrizia Rinaldi e la postfazione a Francesco D’Episcopo . Lo presenterà domenica 30 settembre, ore 18, a Piazza del Galdo di Mercato San Severino, presso la sede dell’associazione Martinez con il sindaco di Mercato San Severino Antonio Somma , l’assessore alla cultura Enza Cavaliere , Alfonso Andria , Luisa Trezza (moderatrice), e lo stesso Francesco D’Episcopo . Una letteratura investigativa che può prendersi qualche rischio interpretativo, cercando di arrivare alla verità dei fatti. In poco più di 40 pagine, l’autore traccia non solo il profilo letterario della Reynolds e le trame familiari, ma offre anche un affresco di come Capri si presentasse all’epoca, in quegli anni Trenta del Novecento: Pamela morì nel 1935. La casa dei Reynolds, diventata prima rifugio per la malattia della madre tubercolotica, poi centro propulsore di cultura e di ritrovo per letterati e filosofi. Il rapporto ambiguo che la ventenne mantenne con lo scrittore e politico Edwin Cerio (tra i due c’era una corrispondenza fatta di versi poetici e fiori). La maledizione abbattutasi sulla famiglia inglese, con la morte – oltre che di Pamela – di sua sorella Diana , della madre Doroty e del padre Richard . E poi la figura evanescente della domestica. Il piccolo volume disegna un tragitto che certamente avrà un seguito nel lavoro narrativo- investigativo di Corbisiero. Ad arricchire il testo, i disegni di giovani fumettisti salernitani quali Nello Agresta , Giulio Davino , Francesca Ferrara , Alessandra Di Guida , Michele Leo , Anna Maria Iozzia . «Ho cercato di aprire uno squarcio in questa vicenda – spiega l’autore – e di far conoscere Pamela. È stata una vita breve, la sua. Se non fosse accaduta quella tragedia, avrebbe continuato a scrivere. Io non credo assolutamente si sia uccisa». Ad aiutarlo nelle ricerche, alcuni autoctoni, sebbene l’attività di reperimento informazioni non sia stata semplice. «L’ultima delle sorelle, Ermione , morì ad Ithaca nello stato di New York. Potrebbe esserci un diario di Pamela o qualcosa del genere che la stessa Ermione può aver trasmesso ai figli. Quando feci una ricognizione su internet, collegandomi ad alcuni obitori, lessi la parola “assassinata” rispetto alla morte di Pamela. Si dice anche che l’avessero fatta passare per un'anoressica, una depressa, ma non era così. La perizia calligrafica denota che Pamela stava bene. Credo piuttosto si fosse perdutamente innamorata di Cerio, una sorta di Gabriele D’Annunzio che era stato sindaco di Anacapri. Insomma, voglio restituire la dignità a questa giovane».

Davide Speranza

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