«LO SCRITTORE TRASMETTE AI GIOVANI LA SUA CAPACITÀ  DI ESSERE RIVOLUZIONARIO»

Rino Mele, presidente della Fondazione Poesia e Storia, farà una riflessione critica alla lettura teatralizzata di Andrea Renzi. Cosa raccontano “I Quaderni di Serafino Gubbio operatore? E quale...

Rino Mele, presidente della Fondazione Poesia e Storia, farà una riflessione critica alla lettura teatralizzata di Andrea Renzi. Cosa raccontano “I Quaderni di Serafino Gubbio operatore? E quale attualità hanno?
I quaderni di Serafino Gubbio operatore - il primissimo titolo è “La tigre”, poi “Si gira” - è un’opera centrale nel lavoro letterario di Luigi Pirandello. Del 1915. L’anno in cui comincia a pensare a un testo sconvolgente, ancora a distanza di un secolo, “Sei personaggi in cerca d’autore”. Centro della prospettiva dei “Quaderni” il rapporto con l’immagine cinematografica e la vorace tecnica che la produce. Allora si era ancora in pieno cinema muto: ci vorranno dieci anni per il primo film sonoro.
Su cosa si soffermerà la sua analisi su Pirandello?
Cercherò di mostrare il rapporto tra i temi di Pirandello e altre sue opere, soprattutto, con quella teatrale più complessa - somiglia a un rebus rovesciato - che è “Ciascuno a suo modo”, del 1923. Ma sono particolarmente interessato all’interpretazione che avrà dato di Serafino Gubbio un attore graffiante, dolce, capace di uno straordinario controllo del corpo e della voce, come Andrea Renzi che conosco bene fin dalle sue prime e già sorprendenti prove.
Quanto è attuale Pirandello tra i giovani?
L’attualità di Pirandello consiste nella sua ansia rivoluzionaria riguardante il linguaggio e la capacità di analizzare, sconsacrare, e mostrare le atroci e dolorose contraddizioni dei sistemi e delle strutture sociali. Un teatro, il suo, che mette a nudo la vanità delle maschere. (n.s.)
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