La star tra la musica lirica e l’impegno civile

Riccardo Muti, dai natali napoletani, diploma cum laude in Pianoforte al conservatorio di “San Pietro a Majella” e poi in Composizione e Direzione d'orchestra al “Giuseppe Verdi” di Milano, non è un...

Riccardo Muti, dai natali napoletani, diploma cum laude in Pianoforte al conservatorio di “San Pietro a Majella” e poi in Composizione e Direzione d'orchestra al “Giuseppe Verdi” di Milano, non è un semplice direttore d’orchestra. È considerato tra i più grandi al mondo. Dal 2004 dirige l’orchestra “Luigi Cherubini” da lui fondata. Ha diretto il Maggio Musicale Fiorentino, il teatro alla Scala, la Philharmonia Orchestra di Londra, la Philadelphia Orchestra e fino al 2022 sarà music director della Chicago Symphony Orchestra. A Ravenna ha sede dal 2015 l'internazionale “Riccardo Muti Italian Opera Academy”. Eccezionale il suo contributo al repertorio verdiano. Esibitosi nei più grandi templi della musica mondiale, ha ricevuto oltre venti lauree honoris causa e decine di onorificenze italiane e straniere, è premio “Wolf” per le arti 2000 e premio “Imperiale” 2018. Cittadino onorario del mondo, l’eco del suo nome è andata oltre l’esosfera, prendendo dimora sull’asteroide “37735 Riccardomuti”. Ha all’attivo un riconoscimento non ancora ritirato: il premio “Luigi Francavilla” della città di Salerno. Storico il suo intervento, prima del bis di “Va’ pensiero”, all’Opera di Roma, dove tenne un discorso contro i tagli alla cultura. Il suo impegno civile è testimoniato dai concerti simbolo in luoghi come Sarajevo, Beirut, Gerusalemme, Mosca, Istanbul, Nairobi, Ravenna, Teheran e Atene. (c.p.)