VIAGGIO NEL TEMPO

La Salerno del ’700 in...3D

Nell’opera di Thomas Salmon c’è tutta la veduta urbana, dal porto fino a Porta Nova

Tra le rappresentazioni di Salerno più frequentemente usate come illustrazione a corredo di saggi, articoli e volumi di storia patria del recente passato, ma anche nell’attualità degli studi, vi è quella tratta dall’opera di Thomas Salmon , (1679-1767) “Lo stato presente di tutti i paesi e popoli del mondo naturale, politico e morale: con nuove osservazioni e correzioni degli antichi, e moderni viaggiatori. Volume XXIII, Continuazione dell’Italia, o sia descrizione del Regno di Napoli”, Venezia, Giambattista Albrizzi, 1761. L’illustrazione, col panorama della “Città di Salerno Capitale del Principato Citeriore nel Regno di Napoli”, è una incisione in rame, di ridotte dimensioni (cm. 15 x 10 circa), che merita qualche considerazione aggiuntiva a quanto finora scritto. Si tratta di una veduta generale a volo d’uccello del tratto di costa compreso tra la torre vicereale della Crestarella a occidente e - sul lato a oriente - la fortezza della Carnale, posta però in una posizione poco rispondente al vero, perché troppo lontano dalla costa. Come è stato più volte rilevato si tratta di una veduta che ripete, con lo stesso arco visuale, l’analogo profilo urbano della città rappresentato da Michele Luigi Mutio (stampatore e incisore) nell’opera dell’abate Giovanbattista Pacichelli “Il Regno di Napoli in prospettiva” (Napoli, 1703). Per questo motivo la veduta del Salmon ha ricevuto dagli studi (come è stato scritto) una limitata attenzione critica. Occorre tuttavia sottolineare che l’incisione del Mutio, pur munita nel riquadro in basso di didascalie con riferimento ai salienti della murazione e ai luoghi eminenti della città, non possiede la definizione grafica, quelle ombreggiature dei volumi che danno risalto ai dettagli - così del panorama urbano come di quello naturale - che invece ha la tavola del Salmon. Per questa sua caratteristica di veduta assonometrica (sarebbe oggi una panoramica 3D, nel linguaggio informatico) riteniamo che essa si avvicini più della veduta Pacichelli-Mutio, al vero prototipo delle poche vedute a stampa di Salerno, ossia all’acquaforte seicentesca del pittore salernitano- irpino Scipione Galiano , incisa da Nicolas Perrey e inserita come antiporta nel volume di Fabrizio Pinto , stampato a Napoli nel 1653, “Salerno assediato dai Francesi” ( è “assediato”, al maschile, nella lezione esatta del titolo). In quella incisione, occupata per metà, nella parte alta, da San Matteo che da una nuvola la osserva e la protegge, è la città come effettivamente doveva presentarsi a chi vi giungesse dal mare; ed è ricca di dettagli ricavati dal vero dall’artista salernitano, ma che poi saranno omessi nelle vedute successive: sono dettagli importanti per la storia urbanistica della città, come la lunga fila di botteghe e magazzini fuori la Porta Nova, utilizzati dai mercanti durante la fiera, il ponte a schiena d’asino presso la foce dell’Irno e il vicino torrione vicereale, la Carnale, col suo lungo rivellino, corrente lungo la spiaggia. Questa sorta di pianta tridimensionale è resa dal Galiano con ombre portate e chiaroscuri, che mancano del tutto nella veduta del Pacichelli, ma ricompaiono invece nell’incisione del Salmon, attribuibile quest’ultima all’incisore romano Francesco Sesone, autore anche della magnifica veduta della Certosa di Padula, inserita nella stessa opera del Salmon, però nell’edizione napoletana Mazzola-Vocola del 1763. Il volume XXIII° che contiene la veduta salernitana è parte di un’opera molto ampia (arriverà a contare 26 volumi) che il viaggiatore di lungo corso e geografo Thomas Salmon pubblicò, inizialmente in lingua inglese con il titolo “Modern History; or, the present state of All Nations. Describing Their Respective Situations, Persons, Habits, ... Animals and Minerals.” (London, 1724). Il notevole successo di quella prima edizione spinse l’autore e gli editori ad ampliarla, promuoverne la vendita dei diritti e la traduzione in francese, olandese e poi in italiano, presso l’editore veneziano Albrizzi e, quasi in contemporanea, presso lo stampatore napoletano Mazzola -Vocola. La pubblicazione dei volumi sulle singole nazioni seguiva il singolare principio, in sequenza, di procedere secondo il corso del sole, da oriente verso occidente, dalla Cina che occupa il primo volume, all’Africa che è l’ultimo. L’edizione del volume XXIII° sul Regno di Napoli che abbiamo per le mani è quella veneta di Albrizzi, il quale dedica il volume all’arcivescovo Francesco Carafa, dei duchi di Traetto, all’epoca Nunzio Apostolico presso la Repubblica Serenissima di Venezia. La parte del testo che interessa Salerno e il Principato Citeriore (il Capitolo III°, da pag.214 a pag. 225) contiene una sintetica descrizione della città, un’approssimativa cronologia che si arresta all’epoca dei Sanseverino, e alcune notizie sommarie, in molti casi frutto di fantasie, su diciassette comuni della provincia. Forse possiamo anche sorridere alla notizia di un palazzo e di una villa di Cicerone nel cuore della città antica di Paestum, con i suoi “ …quattro gran teatri (sic !) edificati con reale magnificenza, che vengono con meraviglia osservati dai curiosi ..” ( pag. 217-218), o di altre sviste e fole, raccolte da altri autori della tradizione storiografica locale, come quella inclusa nelle notizie riguardanti Amalfi (e perpetuata ancora fino ai nostri giorni), del mai esistito Flavio Gioia inventore della bussola nautica. Si tratta, come detto, di imprecisioni, errori storiografici e narrazioni abborracciate di altri viaggiatori, antichi e moderni come recita il titolo, ripresi in buona fede dal Salmon e da quanti contribuirono alla stesura dei testi. Del resto non si poteva pretendere di più da una narrazione che riguardava tutti i paesi del mondo allora conosciuto, raccolta in 26 grossi tomi, molte migliaia di pagine, 658 tavole incise in rame fuori testo e ripiegate, delle quali 39 sono carte geografiche. Notizie originali nel testo relativo a Salerno non ve ne sono, salvo l’indizio, interessante, relativo alla rete viaria urbana rimasta - ancora oltre la metà del ‘700 - quasi la stessa del medioevo (“..le strade di questa città sono assai strette e ir- regolari..” , pag. 207). C’è infine un’ultima considerazione a proposito della pianta-veduta urbana. Tenuto conto che l’incisione del Muzio-Pacichelli è cosa dell’ultimo decennio del ‘600, e che l’unica altra immagine settecentesca a stampa che ci sia nota, cioè quella del Saint-Non (1781), è una veduta parziale della città da oriente, con una impostazione paesaggistica, allora la sola veduta generale dell’intero recinto urbano di Salerno, stampata nel secolo XVIII°, è proprio quella di Francesco Sesone nel volume del Salmon.