IL LIBRO

«La Campania felix, magica terra delle fiabe»

La salernitana Daniela Pastore, con Tonino Scala, è autrice di una raccolta di storie nostrane: «Ispirarono pure i Grimm»

C’erano una volta i cunti, i racconti orali tramandati a voce prima della buona notte o come intrattenimento genuino attorno al focolare domestico. Tutto questo era calore e famiglia. Valori tornati in auge soprattutto nell’appena trascorsa fase di lockdown. E se non torneranno gli affabulatori esperti cantastorie di un tempo, saranno i libri e la carta stampata a risvegliare l’antica tradizione dell’oralità. “Fiabe della tradizione orale campana - storie antiche, antichi sentimenti” è il nuovo libro a cura di Daniela Pastore, scrittrice col cuore diviso tra Salerno e Montoro, e dello stabiese Tonino Scala, pubblicato per “Utòpia Edizioni”. Centoquaranta pagine scritte a quattro mani da due genitori, prima che professionisti, nate dall’idea di salvaguardare la storia favolistica regionale. Un viaggio lungo otto magiche fiabe: “Cricco Cocco e mani d’unicino”, “Giovannino senza paura”, “Petrosinella” - antesignana di “Rapunzel” -, “L’uccello grifone”, “Cagliuso” - l’antenato de “Il gatto con gli stivali” - , “Mezzo culetto”, “Le due pizzelle” e la “La gatta cenerentola”. «Un’idea partorita durante la quarantena - spiega Daniela Pastore - mentre spulciavo e riordinavo la biblioteca di casa, dove ho ritrovato due preziosi cofanetti: “Fiabe campane” di Roberto De Simone e “Il cunto de li cunti” di Giambattista Basile, letti ai miei figli per farli addormentare dopo ore e ore di didattica a distanza».

Dopo tutta quella tecnologia, serviva un ritorno al contatto vero con i libri scritti ad inchiostro, tali da stimolare l’immaginazione di grandi e piccini e da riavvicinarli al gusto per la semplicità delle piccole cose. «Insieme a Tonino Scala - continua - abbiamo, quindi, ripreso, l’oralità campana giunta a noi attraverso un lavoro certosino fatto nei secoli da tanti portatori sani di emozioni e parole e lo abbiamo reso più colorato e vivace con la scelta di espressioni care alla lingua napoletana». Ecco che il libro si anima e si arricchisce di lezioni di vita, di adagi e proverbi ancora in uso, magari, ma dei quali non si conosce l’origine, né il significato di personaggi straordinari senza tempo e che una volta sono stati amici di migliaia di bambini di ieri. Genitori di oggi che grazie a questo libro potranno sostituirsi agli e-book, facendo dei nativi digitali una generazione meno iperconessa. «I piccoli e grandi lettori - conclude l’autrice - scopriranno che prima dei più noti autori di fiabe, quali i fratelli Grimm e l’universo di Walt Disney, c’è stato chi ha ispirato “Cenerentola”, “La bella addormentata” e molte altre storie».

“Fiabe della tradizione orale campana” verrà presentato a partire dal 5 luglio in tutti i luoghi idonei ad ospitare il piccolo pubblico in totale sicurezza, come spiagge, parchi, colonie estive e strutture all’aperto. «Chi non ha passato, non ha futuro - commenta Tonino Scala, co-autore - e questo si costruisce dalle radici della tradizione e dei sentimenti autentici che aiutano ad immettersi nella modernità e ad affrontarla con consapevolezza. L’obiettivo del libro è quello di trasmettere ai giovani chi siamo stati». Fatti e fattarielli, come si dice in dialetto, paradigmatici, riscritti, dunque, in chiave attuale. La copertina e le illustrazioni interne sono state realizzate, invece, dalla graphic designer Rosa Tedesco: «Tradurre in veste contemporanea - spiega - la ricchissima tradizione fiabesca della nostra terra è stato il mio compito. Ho lavorato di sintesi cercando di individuare graficamente gli elementi fondamentali di ogni singolo racconto, dando così ai piccoli lettori spunti e riferimenti intuitivi e lasciando, al contempo, più spazio per la loro immaginazione. Motore essenziale nel percorso di crescita di ciascun individuo».

Cljo Proietti