L’INTERVISTA »LE MUSE ERMETICHE 

“Le muse ermetiche. Esoterismo e occultismo nella letteratura italiana tra fin de siècle e avanguardia” (editore Jouvence) è l’ultimo lavoro letterario del cilentano Mauro Ruggiero. Il giornalista...

“Le muse ermetiche. Esoterismo e occultismo nella letteratura italiana tra fin de siècle e avanguardia” (editore Jouvence) è l’ultimo lavoro letterario del cilentano Mauro Ruggiero. Il giornalista freelance e amministratore dell’Istituto di Cultura Italiana dell’Ambasciata d’Italia a Praga si è soffermato sull’esoterismo come parte integrante del patrimonio culturale delle società occidentali. Ma Ruggiero è un abile osservatore di quelle che sono le vicende dell’attualità mondiale con tanto di lente d’ingrandimento rivolta alla sua terra che è il Cilento.
Mauro Ruggiero, che ruolo riveste nella nostra cultura l’esoterismo?
L’esoterismo ha svolto un ruolo importante nella cultura occidentale, e possiamo affermare che in parte continui a svolgerlo anche oggi. Solo che mentre in altri paesi l’argomento è studiato da molto tempo, in Italia, fino a meno di vent’anni fa, parlare di esoterismo in certi ambienti era considerato tabù. In realtà ancora oggi, mentre in prestigiose università europee esistono corsi sulla storia di quello che viene definito “Esoterismo occidentale”, in ambito accademico nel nostro Paese rimane ancora qualche pregiudizio duro da superare. Da un po’ di anni a questa parte, illustri ricercatori dedicano tempo ed energie proprio allo studio dei rapporti che intercorrono tra cultura ufficiale e cultura esoterica, e si è scoperto che questi legami sono molto più saldi e importanti di quanto si credesse. Si potrebbe pensare che in un’epoca in cui scienza e tecnologia hanno fatto passi da gigante, e ogni giorno si assiste a nuovi progressi nel campo dell’intelligenza artificiale, della medicina e tutto il resto, il pensiero esoterico, e l’occultismo in particolare, siano un qualcosa che appartiene solo al passato e alla superstizione e che siano destinati a sparire, ma in realtà non è così. Chissà, forse perché la “bramosia dell’ignoto” è qualcosa che affonda saldamente le radici in qualche regione profonda e remota dell’animo umano.
Nel libro si sofferma in particolare sull’intreccio che esiste tra letteratura e pensiero esoterico...
In questo libro viene analizzata l’influenza che il pensiero esoterico ha esercitato sulla letteratura italiana tra Ottocento e Novecento. La letteratura, essendo espressione diretta della cultura di una società, è un ottimo campo di ricerca per verificare quanto l’esoterismo e l’occultismo siano vivi e presenti in essa. In questo caso specifico possiamo affermare che tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo c’è stato un picco di questa influenza, così come era già accaduto in altri momenti della storia della cultura italiana.
Dal Cilento è giunto in Repubblica Ceca dove ti si è fatto strada. È la conferma che bisogna allontanarsi dai luoghi di nascita per avere successo?
Non so, vivo all’estero da troppo tempo e in Italia neanche ho mai provato a cercare lavoro. Sono andato via per istinto. L’unica cosa che posso affermare con certezza è che è vero che in molti Paesi contano più le competenze che hai rispetto alle conoscenze influenti che puoi vantare. Ma non bisogna comunque mai idealizzare troppo l’estero.
Come si può rilanciare il Cilento?
Con buon senso, educazione civica, senso di responsabilità e coscienza, ma ancor prima che da parte degli amministratori, da parte dei singoli cittadini. Poi, magari, cercando di far fare a ciascuno il lavoro che sa svolgere meglio, indipendentemente dalla propria condizione di origine o dalle amicizie politiche, proprio come insegnava Platone.
Sono numerosi i suoi viaggi nel mondo anche come freelance quale è stato quello che le è rimasto più a cuore?
Da quasi un anno ormai mi reco spesso per lavoro nel Kurdistan iracheno, una terra che fino a poco tempo fa era in guerra contro l’Isis. Lì sto coordinando la creazione di una biblioteca accademica per una università politecnica con sede a Erbil e tenendo alcuni seminari. Di tutti i viaggi che ho fatto fino a questo momento, quest’avventura in Kurdistan, a pochi chilometri da Mosul, è certamente la più emozionante, anche perché mi fa un certo effetto pensare che sto partecipando attivamente a un progetto educativo volto a favorire lo sviluppo delle conoscenze e della cultura di tanti giovani in un paese appena uscito da una lunga e sanguinosa guerra.
Quali sono i progetti su cui stai lavorando?
Sto lavorando su vari fronti. Dal punto di vista editoriale sono alle prese con il lavoro di revisione di un romanzo che spero esca entro la fine d’ quest’anno, alcuni audioracconti brevi e un diario di viaggio proprio sul Kurdistan. Poi, a livello accademico, all’uscita degli atti di due convegni che ho recentemente organizzato. Questo nel tempo libero visto che lavoro a tempo pieno presso l’Istituto Italiano di Cultura di Praga.
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