L’eroismo di Giacumbi inciso in un francobollo 

Il figlio Giuseppe: «Ricordo trasversale che raggiunge tutti» 

Era il 16 marzo 1980 quando, mentre stava rientrando a casa in compagnia della moglie, Nicola Giacumbi, “facente funzioni” del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, fu barbaramente assassinato. Era una domenica come le altre fino a quel momento perché da dopo quell’assassino niente fu come prima tanto per la famiglia del magistrato “eroe” quanto per la società salernitana e italiana. Nicola Giacumbi, nativo di Gioi, fu colpito da quattordici colpi di pistola esplosi alle spalle da un gruppo di terroristi della colonna salernitana delle “Brigate Rosse - Fabrizio Pelli”, dal nome di un giovane già condannato per rapine e arrestato a Pavia nel dicembre 1975 mentre si avvicinava a un appartamento dove le forze dell’ordine avevano da poco rinvenuto denaro e, assieme, documentazione riferibile alle “Brigate Rosse”.
L’omicidio ebbe un forte valore simbolico: sia perché avveniva a due anni esatti dal sequestro dell’onorevole Aldo Moro e dall’uccisione degli uomini della sua scorta sia perché, con esso, le “Brigate Rosse” vollero accreditare l’ipotesi della creazione di un blocco di violenza terroristica che cominciava a unire il Nord e il Sud. L’attentato fu compiuto da un nucleo armato i cui componenti furono successivamente identificati. Lo stesso Giacumbi - anche da qui l’accezione di eroe - aveva precedentemente rifiutato la scorta per non rischiare altre vite accettando il ruolo di “facente funzioni” di procuratore della Repubblica.
E così Giacumbi a 40 anni dall’omicidio viene ricordato in un francobollo emesso dal Ministero dello Sviluppo Economico e che rientra nell’ambito della serie tematica - composta da altre tre affrancature - “il Senso civico” dedicati oltre che a Nicola Giacumbi anche a: Girolamo Minervini, Guido Galli e Gaetano Costa. Infatti di questi quattro pilastri della magistratura italiana, tutti vittime di terrorismo e mafia, ricorre il 40° anniversario della morte. «È un’iniziativa inattesa ma allo stesso tempo che mi fa contento - dice Giuseppe, il figlio di Nicola Giacumbi che all’epoca dell’uccisione aveva solo sei anni - perché non si tratta del classico ricordo in pompa magna dove per lo più sono solo le “sfilate” dei soli noti a farla da padrone ma di un omaggio trasversale che raggiunge tutti e che lancia un messaggio che supera i confini spazio-temporali».
La tiratura prevista è di quattrocentomila esemplari per ciascun francobollo e si presentano in fogli da quarantacinque esemplari. Già in circolazione da ieri, sono stati stampati dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato Spa, in rotocalcografia, su carta bianca, patinata neutra, autoadesiva, non fluorescente. I bozzetti sono stati redatti dal Centro Filatelico della Direzione Operativa dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato Spa, mentre le vignette raffigurano, ognuna, i ritratti dei quattro magistrati. «Devo ringraziare il magistrato Stefano Amore che mi ha informato dell’iniziativa - afferma Giuseppe Giacumbi - e poi mi ha tenuto aggiornato passo passo su quelle che erano le novità fino alla stesura definitiva che è quella che tutti possono ora ammirare. Un ricordo davvero gradito e che mi inorgoglisce perché semplice ma ad efffetto».
Oltre ai francobolli sono stati anche predisposti una serie di prodotti filatelici correlati - cartoline, tessere e bollettini illustrativi - che sono disponibili presso gli Uffici Postali con sportello filatelico, gli “Spazio Filatelia” di Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma, Roma 1, Torino, Trieste, Venezia, Verona e sul sito internet poste.it.
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