L’Ecomuseo che narra la storia dei Picentini 

Verranno messe in rete le eccellenze storico-ambientali locali per creare un polo di attrazione unico per tutto il territorio  

Un Ecomuseo che possa raccontare la storia de i Picentini. E' l'obiettivo perseguito da Gina Tomay, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano Faiano.
Tomay ha messo la questione della creazione di un polo museale comprensoriale, che possa racchiudere tutto ciò che è storia, sul tavolo nella conferenza “Da Picentia ai Picentini. Nuovi percorsi per l'Ecomuseo dei Picentini” che si è svolta ieri mattina nella struttura museale di via Lucania a Pontecagnano Faiano alla presenza dei sindaci del territorio.
«È da tre anni che stiamo provando a realizzare questa rete tra i vari enti territoriali e sovracomunali, naturalmente coinvolgendo pure le associazioni, affinché le bellezze storico-artistiche-paesaggistiche presenti nei Picentini possano produrre quel valore in più che riesca a trasmettere alle giovani generazioni l'identità di una comunità, ma allo stesso che possa essere da volano per l'economia locale sia come posti di lavoro diretti sia per l'indotto legato al turismo».
E un piccolo passo in avanti sembra essere stato fatto in questa direzione visto che l'Ecomuseo che era solo un'idea si sta pian piano concretizzando essendo già stata messa insieme una mappatura degli ambiti museali presenti nei Picentini, così come sono stati organizzati momenti di incontro per stimolare la comunità locale: «Siamo solo all'inizio di un percorso che dovrà confluire a breve – ha aggiunto Tomay – alla sigla di un protocollo d'intesa. Infatti dopo aver coinvolto lo scorso anno i primi cittadini di Giffoni Sei Casali, Giffoni Valle Piana, San Cipriano Picentino e Pontecagnano Faiano, quest'anno in occasione della Giornata dedicata al Paesaggio abbiamo avvicinato quelli di Montecorvino Rovella, Montecorvino Pugliano e Olevano sul Tusciano. I tempi sono maturi per qualcosa che potrà cambiare il corso della storia di queste comunità». Tomay che ha precisato che l’idea dell’Ecomuseo è nata sotto la spinta propulsiva di Daniela Sibilio.
E i sindaci hanno risposto presente visto che Giuseppe Lanzara, da padrone di casa, ha detto: «Le nostre azioni vanno verso la riduzione della disoccupazione sul territorio e quindi siamo pronti a lavorare il più possibile, anche diminuendo i finanziamenti che destiniamo alle varie feste affinché l'Ecomuseo possa essere realtà». Disponibile pure Martino D'Onofrio sindaco di Montecorvino Rovella: «Il paesaggio e la cultura sono al centro della nostra azione amministrativa e siamo pronti a fare la nostra parte naturalmente tenendo presente che l'Ecomuseo si può sviluppare solo se anche l'aeroporto è pronto a decollare». Sulla stessa lunghezza d’onda pure il delegato alla Cultura del Comune di Olevano sul Tusciano Candido Maddalo: «Si tratta di un’iniziativa fondamentale per far conoscere il nostro territorio visto che siamo pronti a fare rete semmai creando pure un apposito marketing legato all’Ecomuseo». Non si è tirato indietro neppure il sub commissario prefettizio al Comune di Montecorvino Pugliano Giuseppe Chianese.
Partner della nascita dell'Ecomuseo dei Picentini è Legambiente con Michele Buonomo della Segreteria Nazionale: «Il percorso che è stato avviato va assolutamente concretizzato perché la nostra generazione lascerà ai giovani più disastri che cose buone. Quindi siamo pronti a mettere in rete le nostre conoscenze del territorio affinché si vada a rafforzare quel tessuto connettivo che possa portare alla definizione dell'Ecomuseo che diventerà la principale attrazione di questo territorio».
A dare man forte al progetto pure il Club Alpino Italiano di Salerno, la Federazione Italiana Amici della Bicicletta di Salerno e la MTB Amina.
Rete che darà vita nei prossimi giorni alla mappa di comunità che sarà l’elemento cardine per la nascita dell’Ecomuseo: «Servirà a rafforzare - ha spiegato Maria De Falco dell’Associazione “Paesaggi Narranti” - a rafforzare l’identità comunitaria perché andremo a documentare analiticamente il patrimonio materiale e immateriale presente nei Picentini, inoltre coinvolgeremo in prima persona le persone, così come le scuole, che vivono la comunità senza dimenticare di mettere in rete la realtà e le eccellenze locali andando a rafforzare il senso di unione che è il tratto di unione dell’intera iniziativa».
©RIPRODUZIONE RISERVATA