IL RICORDO 

L’amore vince anche sotto le bombe  L’omaggio di Salerno al poeta Sarajlic

SALERNO. La città di Salerno ha voluto ricordare un suo celebre cittadino onorario, il poeta bosniaco Izet Sarajlic, morto a Sarajevo nel 2006, attraverso una serata scandita dalle parole dei suoi...

SALERNO. La città di Salerno ha voluto ricordare un suo celebre cittadino onorario, il poeta bosniaco Izet Sarajlic, morto a Sarajevo nel 2006, attraverso una serata scandita dalle parole dei suoi versi, tenutasi ieri pomeriggio presso il Palazzo Innovazione a Salerno.
L’evento, Sarajlic–Sarajevo-Salerno, è nato grazie alla collaborazione tra “Casa della Poesia” e l’Assessorato alla Politiche Giovanili del Comune. Fa parte del progetto “Voci di Grandi”, a 25 anni dalla fine della guerra in Bosnia.
Izet è stato uno dei maggiori poeti europei del secondo Novecento, amico fraterno di Alfonso Gatto, grazie al quale venne a contatto con Salerno, ma soprattutto ha rappresentato per la Jugoslavia, prima, durante e dopo il conflitto bosniaco il suo più importante cantore e colui che ha testimoniato il dolore del suo popolo scrivendo poesie eterne e sublimi come “Ultimo Tango a Sarajevo”.
Per gran parte della sua vita, Izet ha provato a dare un senso proprio alla poesia, in una terra martoriata, ripiegata su se stessa, tanto amata e mai abbandonata. Durante la guerra, mentre la Bosnia si dissolve, Sarajlic non lascia il suo popolo ma lo sostiene, lo affianca scrive per lui e viene riconosciuto come l’assoluto poeta dell’amore, colui che salva dall’oblio, dagli orrori attraverso la narrazione e l’elevata potenza dei suoi versi.
Erri De Luca definisce Izet: «Maestro di fedeltà perché non è mai andato via! Cosa deve fare un intellettuale per il suo Popolo? Deve restare e condividere con la sua gente, le efferatezze, le brutture, le vergogne della guerra, provando a riabilitare l’amore anche sotto le bombe».
I salernitani hanno conosciuto questo straordinario e introspettivo poeta grazie alla “Casa della Poesia” di Baronissi” che continua a pubblicare le sue opere tra le quali “Il libro degli addii” che è il testamento poetico di Sarajlic, il suo modo per dire addio a chi ama, per congedarsi da loro e che è stato presentato nel corso della serata.
L'addio al mondo, all'umanesimo, ad una città , al secolo. “Il libro degli addii” non è quindi solo un volume è molto, molto di più. Un vero evento editoriale che va ad affiancare il lavoro già fatto dalla “Casa della Poesia” con la pubblicazione del volume del grande poeta di Sarajevo "Qualcuno ha suonato".
E lo fa ancora una volta attraverso la poesia mettendo al sicuro i suoi ricordi e le memorie della sua vita. Ma Izet ha amato molto anche l’Italia che considerava la sua seconda patria.
Il Comune di Salerno nel 2003 poco dopo la sua morte ha consegnato alla figlia la cittadinanza onoraria del padre e una targa installata all’interno della Villa Comunale, in seguito inspiegabilmente scomparsa, per suggellare i suoi antichi legami con la nostra città e con Alfonso Gatto e per avere pubblicato con la “Casa della Poesia” il suo testo più amato e sublimato.
Un viaggio nella storia, nella memoria, nelle tragedie nei nostri tempi, nella poesia, nella speranza. Letture, ricordi, testimonianze curati da Raffaella Marzano, Sergio Iagulli, Giancarlo Cavallo.
Maria Romana Del Mese
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