a dieci anni dalla morte

Il docente che studiava emarginati e poveri Omaggio a Imbucci

di MONICA TROTTA A die. ci anni dalla scomparsa, l’Università di Salerno rende omaggio alla figura di Giuseppe Imbucci, docente di Storia contemporanea all’Università degli Studi di Salerno, storico...

di MONICA TROTTA

A die. ci anni dalla scomparsa, l’Università di Salerno rende omaggio alla figura di Giuseppe Imbucci, docente di Storia contemporanea all’Università degli Studi di Salerno, storico di fama internazionale. Gli ambiti della sua ricerca hanno spaziato dalla storia della povertà ai comportamenti di gioco, dall’emigrazione agli intrecci profondi tra storia e contesti sociali: campi vastissimi nei quali ha lasciato tracce importanti non solo per le sue ricerche ma anche per la sua personalità.

Per ricordare la figura del docente il Dipartimento di Scienze Politiche, Sociali e della Comunicazione dell’Ateneo di Salerno ha organizzato una tavola rotonda sul tema “Vecchie e nuove povertà” in programma oggi con inizio alle ore 9, nell’aula Gabriele De Rosa del Campus di Fisciano. Di Imbucci sono famosi soprattutto i suoi studi sul gioco d’azzardo. La tv olandese nel 2005, poco prima che il docente morisse, andò a Napoli per studiare il gioco del lotto collegato ad un evento particolare: c’era un numero ritardatario. In quell’occasione lo intervistò. «Prima il gioco era visto come la storia delle tradizioni popolari, con Imbucci c’è un cambio assoluto di prospettive - spiega la professoressa Ornella De Rosa, allieva di Imbucci, che stamattina terrà una delle relazioni - Per spiegare il gioco viene utilizzata un’analisi metadisciplinare, cioè con più discipline. Il gioco visto come ammortizzatore sociale che aiuta a sopportare la vita. In altre parole la speranza del giocatore fa tollerare la quotidianità».

«Il gioco - scriveva Imbucci - è una straordinaria insula –altra rispetto al serio ma fittamente connessa alla qualità della vita –e perciò stesso costituisce un prezioso laboratorio d’analisi storico-sociali e socio- economiche. Il gioco infatti ed i comportamenti di gioco racchiudono preziose informazioni intorno alla percezione del superfluo, del senso di colpa, della speranza e dell’illusione. Studiarne l’andamento significa studiare in realtà il reticolo della tenuta sociale del Paese rispetto almeno a questi temi e dunque lo studio dei comportamenti di gioco si colloca a pieno titolo tra gli studi di storia sociale e socio-economica». Le sue ricerche lo hanno portato a lasciare spesso la scrivania di lavoro per incontrare i poveri dei monti di pietà, gli emigranti di ritorno e nei suoi ultimi studi sui comportamenti di gioco, i giocatori patologici .

Napoletano, allievo di Gabriele De Rosa, ha insegnato a Salerno e alla Luiss di Roma, ha fondato un osservatorio internazionale sul gioco, ha fatto ricerche importanti sull’emigrazione e sulla povertà.

Su quest’ultimo tema, molto importante è il lavoro di Imbucci “Per una storia della povertà a Napoli in età contemporanea” in cui ha studiato il fenomeno del piccolo prestito. La sua novità è che capovolge il punto di partenza tradizionale, studia i poveri e non le strutture di assistenza tipo le opere pie.

«Manca l’arte di scandalizzarsi» diceva Imbucci, che ha studiato anche le nuove forme di povertà, gli emigranti di ritorno nella ricerca “Itaca”, in cui ha parlato dell’emigrante di ritorno campano. Li analizzava come esclusi, in quanto emigrati in Germania e poi rimandati indietro. I campani tornano e si arrangiano, sono i nostri immigrati di oggi.

«L’attenzione all’uomo come valore – era solito ripetere Imbucci – muoveva ogni sua azione e motivava ogni nuova ricerca. L’interesse per l’uomo lo spingeva a ricercare spasmodicamente tratti umani e sociali dei mondi che attraversava nello studio» ricorda Ornella De Rosa.

«Riteneva che la storia monumentale, col suo clamore, finiva spesso con il nascondere l’uomo: ad esso, dunque, Giuseppe Imbucci ha dedicato tutta la sua attività di studioso» ha concluso.

Alla tavola rotonda di oggi prenderanno parte, oltre ad importanti studiosi di diverse università italiane, anche il Cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo metropolita di Napoli.

«L’evento -scrive l’Università di Salerno - si configura come occasione per la ricomposizione degli itinerari di ricerca inaugurati dal professore Imbucci e che hanno generato numerosi e innovativi itinerari di studio da parte di scuole storiche disseminate nel paese. La giornata si articolerà in due sessioni: la prima sarà moderata da Francesco Malgeri, professore emerito di Storia contemporanea de “La Sapienza” di Roma; a moderare la seconda, quella pomeridiana, sarà Pino Acocella, docente presso la “Federico II” di Napoli.

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