LA MOSTRA

I rifugi dei salernitani nella Grande Guerra

I documenti sulle disposizioni ai cittadini durante i raid aerei

In una missiva, datata 27 agosto 1916, l’Arcivescovo Mons. Carlo Gregorio Grasso chiede al Prefetto di Salerno chiarimenti relativi al “suono di campana a martello” per dare opportune disposizioni. La lettera autografa è tra i documenti esposti all’Archivio di Stato di Salerno, in via Abate Conforti, con la mostra “Nei cieli della Prima guerra mondiale. Allarme aereo e storie di aviatori nei documenti dell’Archivio di Stato di Salerno”, organizzata dall’Archivio stesso in collaborazione con lo studioso del territorio Antonio Capano. Di grande interesse un manifesto del primo gennaio 1918, dove si rende pubblica l’ordinanza prefettizia che illustra le misure da osservare in caso di attacchi aerei. È qui che vengono indicati nel dettaglio i siti salernitani ove rifugiarsi nell’eventualità di bombardamenti. Si scopre così che i salernitani avrebbero dovuto nascondersi nei sotterranei di diversi edifici insospettabili: da quello della Banca d’Italia agli scantinati dell’arcivescovado, dai depositi di paglia accanto al Comune all’ex pastificio Scaramella; dal fabbricato Costabile al rione Carmine (allora quasi tutto sterrato ed agricolo) alla palazzina Ferrovieri di via Bastioni. La mostra aderisce al più ampio progetto nazionale per la celebrazione del Centenario della Grande guerra, che ha come principio ispiratore il richiamo alla memoria storica, sotto ogni forma, e si inserisce nel filone della valorizzazione della cultura nazionale e della memoria popolare, attraverso il recupero di storie e documenti relativi alla vita del Paese e dei cittadini. Negli anni dal 2014 al 2018 l’Archivio di Stato di Salerno ha proposto, in collaborazione con il Comitato scientifico locale per le celebrazioni della Prima guerra mondiale, mostre, giornate di studio come “La Regia marina nella Prima guerra mondiale” ed “Erano giovani e forti. Salerno e i suoi figli nella Grande Guerra”. La mostra attuale intende continuare l’approfondimento con i documenti e le fonti del territorio. Il tema proposto per celebrare il Centenario della fine della Prima guerra mondiale è l’aviazione, non solo perché fu proprio in questo conflitto che si misero alla prova le più grandi novità tecnologiche e l’utilizzo degli aerei come strumento militare, ma anche perché l’argomento offre l’occasione di far emergere alcuni dei suoi eroi aviatori e di affrontare gli avvenimenti focalizzando l’attenzione sugli aspetti più umani della guerra. La mostra sarà visitabile - ingresso libero - fino al prossimo 20 gennaio 2019).

Paolo Romano

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