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L’Italia della ricostruzione e la Brexit. Due avvenimenti temporalmente distanti, ma che hanno in comune l’avere segnato una volta per i Paesi coinvolti e non solo. Di questo si è discusso a Positano...

L’Italia della ricostruzione e la Brexit. Due avvenimenti temporalmente distanti, ma che hanno in comune l’avere segnato una volta per i Paesi coinvolti e non solo. Di questo si è discusso a Positano nell’ambito della rassegna letteraria “Positano 2019 Mare, Sole e Cultura” giunta quest’anno alla XXVII edizione organizzata dall'Agenzia Letteraria Delia, direttore artistico Enzo D'Elia, in collaborazione con Mondadori e con il patrocinio del Comune di Positano. Protagonisti al Covo dei Saraceni Aldo Cazzullo autore di “Giuro che non avrò più fame” e Marco Varvello autore di “Brexit blues” che sollecitati dal direttore de “la Città”, Antonio Manzo, hanno dialogato sul tema “Orizzonti della storia”. «Nel mio libro - ha esordito Cazzullo - racconto dell’Italia della ricostruzione e in particolare del 1948 che segna una svolta nella nostra storia. Infatti eravamo una nazione che veniva dalla guerra e soprattutto un Paese dilaniato dalla povertà. Allo stesso tempo - ha aggiunto - c’erano grandi personalità che oggi non ritroviamo come ad esempio Alcide De Gasperi che era assediato da un prete che chiedeva sempre soldi e per questo cercava di evitarlo. Un giorno però il sacerdote gli si para davanti e gli chiede secco “mi servono 100 lire”. De Gasperi rispose che non poteva disporre del denaro pubblico però mise la mano in tasca e gli diede le 100 lire che teneva lì riposte e che era il suo stipendio da ministro. Poi si girò verso la figlia che lo seguiva e disse “ora chi glielo dice a mamma che dobbiamo vivere per un mese senza stipendio”». Un’Italia diversa quella del 1948 che Cazzullo ha ricordato anche attraverso l’attentato a Togliatti e l’insurrezione che seguì. La vittoria al Tour di Bartali e l’era dei campioni poveri: Coppi e il Grande Torino, cui restava un anno di vita. Le figure dei ricostruttori, da Valletta a Mattei, da Olivetti a Einaudi. Il ruolo fondamentale delle donne, da Lina Merlin, che si batte contro le case chiuse, ad Anna Magnani, che porta al cinema la vita vera: «Un’Italia - ha poi affermato - che va ricostruita di nuovo perché la nuova generazione sta crescendo con il ritornello di essere peggio dei padri e dei nonni, ma ogni generazione ha la sua guerra da combattere, oggi c’è quella contro la rassegnazione dell’essere italiano che viene vista come una sfortuna. Ma quella che viviamo è l’unica Italia che abbiamo e dobbiamo renderla bella e buona anche se ci vuole tempo e in particolare bisogna ricostruire la fiducia in noi stessi e nel nostro Paese». Può sembrare distante il tema della Brexit dall’Itali ma non lo è così come ha tenuto a sottolineare l’altro protagonista della serata Marco Varvello: «L’anno della svolta di cui parlo nel mio libro - ha spiegato - è il 2016. Racconto l’atmosfera di disagio che ha segnato e continua a segnare la vita quotidiana, non solo politica, del Regno Unito. Ma io allargherei i confini perché tutti noi abbiamo a che fare con il Regno Unito e quindi questa svolta tocca da vicino pure noi italiani come cittadini europei». A cavallo fra due mondi, Varvello mescola realtà e finzione e ci consegna a un presente e a un futuro che non parlano soltanto inglese. «Non è un saggio il mio libro - ha precisato Varvello - perché è un mix di realtà che va a cambiare di programma di vita delle famiglie. Inoltre - ha svelato - il referendum britannico è stata una palestra di fake news via social con uno strumento tecnologico pervasivo, ma pure una palestra di divisione tra élite un test per capire se funziona più una democrazia referendaria o una democrazia parlamentare. Insomma test buoni pure per la nazione tricolore». La rassegna letteraria prosegue stasera, alle ore 21 alla Spiaggia Grande, con il direttore del settimanale “Chi”, Alfonso Signorini, autore di “Ma grande come il mare”. Attingendo al contesto contemporaneo della scuola di “Amici”, Signorini narrerà una storia ispirata alla Bohème di Giacomo Puccini in una una serata dedicata agli “Orizzonti dell’amore”. Con la partecipazione straordinaria del vincitore di Amici 2019, Alberto Urso.
Antonio Di Giovanni
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