LA RASSEGNA

“I Dialoghi” tra integrazione e spopolamento

A Ceraso la terza edizione del progetto che attraverso cinema, musica e cultura pone l’accento sui “mali” del Cilento

di MARIELLA MARCHETTI

Nel Cilento non ci sono le strade, gli aeroporti, manca una gloriosa storia turistica, come quella della blasonata costiera amalfitana con i suoi viaggiatori illustri che ne hanno modulato il gusto e la raffinata accoglienza, solo raramente, eccetto per Paestum, i riflettori si accendono per portare alla ribalta una terra ricca di storia, di bellezza e ingiustamente tagliata fuori dai grandi flussi di turismo. Eppure qualcosa di nuovo si intravede, ed induce a ben sperare: si tratta de “I dialoghi sul Male” che tornano per il terzo anno consecutivo a Ceraso dal 3 al 5 maggio, frutto di una partnership costituita dall’Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, dal Comune di Ceraso, dall’Associazione “Festinalente”, dall’Istituto Superiore “Parmenide” di Vallo della Lucania, dalla collaborazione con la fondazione “Grande Lucania”, dall’Associazione “Premio Solinas” e con il patrocinio della Presidenza del Consiglio Regionale della Campania.

Nati da una semplice e geniale intuizione, quella di tamponare e arrestare la forte emorragia che negli ultimi anni ha determinato lo spopolamento demografico e culturale di tutti i paesi del Sud, convoglia quanto di nuovo e di meglio c’è nel campo della cultura in un’area del Parco fino a poco tempo fa misconosciuta, ora un po’ meno in verità, grazie alle lunghe e larghe vedute del giovane sindaco Gennaro Maione che vi ha realizzato uno dei più riusciti esperimenti di integrazione ed accoglienza. Così a Ceraso, si discuterà di spopolamento, di integrazione, di storie di donne, di cinema e di musica, proprio in un luogo simbolo di accoglienza e cultura, il palazzo Di Lorenzo, dove negli stessi giorni l’inaugurazione di un ristorante multietnico suggellerà il concetto di apertura alle diverse culture per le quali negli ultimi anni questa comunità si è tanto spesa. Punto di forza de “I dialoghi sul male” sono i giovani liceali che si interfacciano con scrittori e giornalisti, dopo aver letto i testi proposti ed averne discusso con i propri docenti; in questo modo le tematiche più delicate e difficili vengono affrontate e trovano talvolta risposte inaspettate, affioranti dal filtro pulito e intellettualmente onesto delle giovani menti, non ancora modulate e condizionate dai pregiudizi e dalle ideologie catechizzanti di questi nostri tempi tristi in cui la storia non si eleva più a magistra e sembra marciare a lunghi passi, ma a ritroso nel tempo.

Al nostro patrimonio evolutivo, come ben ci ha ricordato Tullio De Mauro, appartiene un naturale istinto di comunicazione che ci induce a relazionarci, ad identificare, a differenziare e a scambiarci opinioni. Quello che non risulta naturale è invece leggere, perché comporta fatica, concentrazione, educazione ad acquisire informazioni e decodificarle: merito de “I dialoghi sul male” è anche questo, poiché il dono dei libri da parte degli adulti ai giovani, si riveste di una consegna generazionale sacrale, che comporta certamente l’onere di leggere, ma regala una sicura ricompensa: l’acquisizione di un corredo lessicale ed argomentativo di cui generalmente i giovani sono sforniti, indispensabile accesso ad una consapevole partecipazione ai temi complessi e più dibattuti nella nostra società.

Il “Male” intorno al quale si discuterà quest’anno a Ceraso, riguarda temi attualissimi e ai quali urge più che mai dare risposte sensate: lo sviluppo del Sud, lo spopolamento delle aree rurali con tutte le conseguenze che ricadono sul paesaggio, la violenza, sull’ambiente ma anche sulle donne, la chiusura ostile verso l’altro e il diverso, la paura, che è foriera di derive razziste. La scrittura, il cinema, il teatro e il mito faranno da contraltare al male, che attraverso queste forme verrà raccontato e neutralizzato affinché il Bene possa germogliare e avere la meglio. Ricchissima la presenza di ospiti disposti anche a farsi “spiazzare” dalle domande dei liceali, mai precostituite e imposte dagli adulti, ma sempre frutto della riflessione e del punto di vista scremato da pregiudizi che è solito essere precipua prerogativa di menti ancora non guastate da arroganza ed indifferenza. Così procederanno “ I Dialoghi”, in un’ atmosfera che non crea imbarazzo ai ragazzi i quali chiedono risposte a giornalisti e scrittori con una grazia talvolta ingenua, ma mai con inconsapevolezza, mentre flussi di linguaggi multigenerazionali riescono per incanto a fondersi e a comprendersi, abbattendo steccati e fossati di incomunicabilità pericolosi per i nostri giovani che non si sentono più ascoltati e compresi e ai quali quasi mai viene concesso diritto di parola.

Cosa allora possiamo augurarci di meglio per un territorio che ha tutte le carte in regola per un definitivo e credibile decollo turistico, economico e culturale? Intanto “I Dialoghi sul Male” stanno contribuendo a far crescere nel Cilento il concetto di asso- ciazionismo culturale che sembra finalmente aver recuperato respiro e vitalità; questa kermesse di tre giorni trova inaspettatamente un consenso unanime, perché si mantiene autonoma da legacci politici e passerelle; i “Dialoghi”, inoltre, sono pluralisti, proprio come la cultura richiede, danno voce a tutti ed affrontano temi di urgente attualità.

Se consideriamo che tutto ciò prende forma e vita laddove, alzando appena lo sguardo, oltre la distesa di secolari ulivi, si scorge il mare e il medesimo bagnasciuga su cui, molti secoli fa approdarono uomini che fuggivano disperati da guerre e da tiranni, se consideriamo che proprio lì, in quella striscia di terra che lambisce il mare, questi uomini furono accolti ed integrati, fondarono Elea ed un pensiero filosofico nuovo che ci caratterizza e distingue ancora oggi nel nostro essere uomini civili, comprendiamo benissimo che una rinascita del Sud, un argine alle violenze, anche a quelle verbali imperanti, alle derive razziste, un riscatto sociale, economico e culturale non può che partire da qui, e che Ceraso ha aperto una strada importante la quale necessariamente, pena l’isolamento, tutti dobbiamo percorrere per consegnare un mondo più giusto, equo e solidale ai nostri figli.