Gli occhi sul mare, il cuore tra i campi 

L’anima del borgo di Camerota è tra le frazioni di Lentiscosa, Marina e Licusati

Per quanto sia il mare la prima cosa a cui si pensa pronunciando il nome di Camerota, l’animo più appassionato di questo borgo del Cilento costiero si trova tra la vegetazione e i campi. D’altronde, al di là del centro storico, le sue frazioni hanno identità complesse e ben precise. Lentiscosa, Marina e Licusati: ognuna un racconto, un prodotto, una suggestione. In Contrada San Vito, ad esempio, è ancora possibile andare alla scoperta delle botteghe dei cunzari. Si tratta degli artigiani che lavorano l’argilla, alcuni ancora con tornio a pedale. Molte le opere simbolo, una su tutte le mommole. Recipienti panciuti dal collo stretto, utilizzati anticamente per tenere l'acqua in fresco e trasportarla.
Licusati, invece, ha un nome dall’origine curiosa. Il borgo nacque attorno all'Abbazia basiliana di San Pietro, da cui era diviso dal torrente Marabisi, ed al suo interno vi lavoravano anche dei laici. Fu per questo particolare che quel luogo fu chiamato dapprima Cusati (accasati), poi Li Accasati e quindi Licusati. Immancabile la passeggiata nel borgo della marina con origini preistoriche. Da qui si guarda al mare ed alle coste che hanno nomi e cognomi, leggende e storie di mito. Da conoscere e vivere tutto l’anno, assieme alle sue radici.
Poi c’è un prodotto tipico: il maracuoccio. Più piccolo di un pisello con forma irregolare e colore bruno. Appartiene alla famiglia delle cicerchie, il suo nome scientifico è Lathyrus cicera. Un sapore ancestrale, una forma irregolare, un passato da borderline. Lo conoscono in pochi, per quanto negli ultimi anni Slowfood abbia contribuito alla sua salvezza. È il legume autoctono più introvabile del Cilento, cibo per gli animali nei tempi di abbondanza, garanzia di sopravvivenza per l’uomo in quelli di carestia. Ad accompagnare quel sapore che sapeva di terra, fatica, legna e fuoco, c’erano gli strumenti necessari a preparare la maracucciata: la cavurara (la pentola di rame) e il ruozzolo (il bastone di legno). Con questi mezzi, dopo che il maracuoccio veniva raccolto in giugno e poi trasformato in farina, si realizzava questo piatto tipico. Il suo nome viene utilizzato come sinonimo di polenta, anche se ha origine dal nome del legume. Un’occasione per raggiungere Camerota potrebbe essere la Festa del mare e dei Pescatori, in programma stasera al porto turistico. Ai pescatori il compito di preparare sughi e piatti a base di pescato, agli artigiani quello di mostrare gli antichi mestieri: la lavorazione delle alici, le melanzane sott’olio ed anche delle spaselle, della terracotta e del ricamo.
Antonella Petitti
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