Gino Chiellino incontra Gatto Tradurrà in tedesco il poeta 

Gli è stato conferito il Premio intitolato al salernitano che sarà consegnato giovedì La docente Gagliardi: «Sceglierà lui le opere, tra i due ci sono molte affinità di vita»

“Perché sfogliare una grammatica straniera?/Si chiedeva colui che ha salvato se stesso e i suoi canti sfuggendo/alla morte./Per sopportare la durata dell’esilio, decise/di credere dinanzi a sillabe e suoni stranieri:/il messaggio che ti chiama/è scritto in una lingua familiare”. Sono versi di “Sulla durata dell’esilio”, del poeta italo-tedesco Gino Chiellino. Sarà lui - giovedì prossimo 13 dicembre (ore 19) presso la Fondazione Filiberto e Bianca Menna di Salerno – a ricevere il Premio internazionale di poesia “Alfonso Gatto”, presentato ufficialmente ieri mattina. Classe 1946, Chiellino è poeta, scrittore e studioso di letteratura; vive in Germania dove è professore all’Università di Augusta. Italiano di nascita, è da sempre impegnato sul dibattito del ruolo della letteratura e della sua natura interculturale.
Il suo libro di poesie è ora edito dalla Fondazione Alfonso Gatto in collaborazione con il Dipartimento di Studi Umanistici, diretto dalla professoressa Rosa Grillo: «Con questo nuovo libro - spiega Filippo Trotta, presidente della Fondazione Gatto – prosegue l’opera di promozione di poeti internazionali ambasciatori della produzione di Alfonso Gatto nel proprio paese di origine. Il primo fu l’autore americano Jack Hirschman, l’ultimo il poeta spagnolo Alejandro Duque Amusco. Nel corso di questi 10 anni, Gatto è stato tradotto e pubblicato in volume e in riviste specializzate negli Stati Uniti, in Francia, in Spagna, in Brasile e in Israele».
Si proseguirà ora con Gatto in tedesco, che verrà tradotto dallo stesso Chiellino. Non sarà facile rendere in lingua germanica la musicalità, la cantabilità e le frequenti sinestesie che caratterizzano i versi di Gatto, ma Chiellino ha una marcia in più, perché conosce bene i versi del poeta salernitano e perché egli stesso ha vissuto per qualche anno a Salerno, dove ha frequentato il liceo Tasso.
«Conosce bene la città e la poesia di Gatto – precisa Nicoletta Gagliardi, docente di Lingua e traduzioni all’Università di Salerno – e sarà lui stesso ad operare una scelta delle poesie da tradurre. Nei versi di Chiellino è presente un forte senso di nostalgia per la madrepatria: dai luoghi dell’infanzia al profumo delle nespole che in Germania non ci sono, è tutto un susseguirsi di doppi registri linguistici e di figure poetiche».
Intanto, nel doppio percorso di traduzione, a rendere in italiano le poesie in tedesco di Chiellino ci hanno pensato gli alunni dell’Università di Salerno: Christian Accardi, Davide Accardi, Francesca Barbato, Antonietta Fortunato e Sara Petrosino del laboratorio di traduzione Dipsum, con la supervisione dei professori Stefan Nienhaus e Lucia Perrone Capano che mettono in evidenza la portata interculturale dei versi del poeta che verrà insignito del Premio Gatto 2018: «ha fondato e definito il concetto stesso di letteratura interculturale in Germania, diventando un punto di riferimento internazionale per questi studi. Chiellino trasforma incessantemente in scrittura letteraria l’esperienza della migrazione, a partire dalla propria».
Il premio Gatto attribuirà inoltre tre menzioni speciali: al drammaturgo napoletano Mimmo Borrelli; allo scrittore e poeta Angelo Petrella ed al giornalista della Rai, Enzo Ragone.
Salernitano doc, Ragone verrà premiato proprio come poeta. Ha pubblicato infatti diversi libri di poesie, l’ultimo dei quali “La Pietra di Sarajevo” (Pironti editore) reca la prefazione di Achille Bonito Oliva ed è accompagnato dai disegni di Mimmo Paladino.
Paolo Romano
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