Fede, festa e tradizioni Madonna delle Galline patrimonio Campano 

L’evento religioso di Pagani nello speciale elenco regionale L’Arciconfraternita: «Un risultato storico per l’intera città»

La festa della Madonna delle Galline di Pagani è rientrata nel Patrimonio culturale immateriale della Campania. A dare l’annuncio è stata l’Arciconfraternita che cura il santuario mariano molto caro al popolo paganese. Sono stati proprio loro a presentare l’istanza di iscrizione nell’Inventario per il Patrimonio Culturale Immateriale Campano (Ipic), lo scorso 14 giugno. Un riconoscimento importante per l’evento religioso e folcloristico che caratterizza la domenica dopo Pasqua e che attira a Pagani devoti da ogni dove. Una notizia, si legge in una nota dell’Arciconfraternita, che ricolma di gioia l’animo dei confratelli e «di cui dobbiamo andare tutti fieri ed orgogliosi».
L’iscrizione è avvenuta con la dicitura «Festa della Madonna delle Galline: riti, pratiche ed espressioni della pietà popolare Mariana». I confratelli parlano di un «risultato storico, di enorme portata per la città di Pagani». La festa dunque risulta essere ora annoverata tra «le più significative ed importanti espressioni della cultura immateriale della Campania». Secondo i custodi del simulacro della Madonna del Carmelo è «una grande opportunità per far conoscere e far crescere ancora di più la fede nella nostra amata Madonna e per rendere sempre più la festa uno “strumento” di crescita spirituale e di sviluppo per la nostra città».
Si aprono, dunque, nuovi scenari per la festa dei paganesi. Infatti, «l’iscrizione nell’Ipic è un passo avanti fondamentale nel lavoro di custodia, cura e salvaguardia dei riti, delle pratiche e delle espressioni che da sempre accompagnano la nostra festa, rendendola un evento unico, capace di attrarre decine di migliaia di fedeli, turisti e visitatori».
Un lavoro di cui l’Arciconfraternita si farà carico, «con l’obiettivo di mettere in campo tutte le necessarie misure e strategie per valorizzare al meglio la festa, riscoprendone le manifestazioni più autentiche e genuine». Su questo punto i confratelli richiamano la necessità di un lavoro svolto «in sinergia con le istituzioni religiose e civili e con quanti vorranno e potranno dare il loro contributo».
Non si è fatto attendere il commento entusiasta dell’amministrazione comunale di Pagani. In una nota firmata dal sindaco Lello De Prisco e dall’assessore al Turismo religioso Valentina Oliva si evidenzia il supporto dato alla richiesta di iscrizione presentata dall’Arciconfraternita: «Abbiamo supportato fortemente con l’assessorato alla cultura e al turismo religioso, affiancandola verso un’azione decisa per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale immateriale che la nostra comunità custodisce grazie a questa ricorrenza millenaria».
Con lo sguardo rivolto al futuro, De Prisco ed Oliva aggiungono: «Questo risultato apre sfide ulteriori che ci attendono perché la ricchezza culturale, storica, popolare e sociale della nostra festa, il cui valore da oggi è ancora più acclamato, possa avere sempre più risalto e diffusione nazionale e internazionale».
Un riconoscimento importantissimo per la festa di Pagani, che richiama devoti e curiosi da ogni parte d’Italia e anche dall’estero. Nell’ottava di Pasqua migliaia di persone si ritrovano per le strade della città per onorare e pregare la Vergine Maria, ma anche per festeggiare secondo la tradizione al ritmo delle tammorre e consumando le pietanze tipiche: tagliolini al ragù e carciofi arrostiti.(red.cult.)
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