Ecco il Manifesto sul turismo culturale

Iniziativa per il rilancio del Cilento con l’adesione di Università e altre istituzioni

Nasce il Manifesto dal Cilento sul turismo culturale (disponibile online: www.mediterraneosociale.eu) promosso dalla rete Mediterraneo sociale con l’obiettivo di costruire una “economia dell’ospitalità” .

«Con questo manifesto programmatico sul turismo culturale – ha spiegato il presidente di Mediterraneo sociale, Salvatore Esposito – vogliamo promuove sui territori nuove forme di economia civile e dimostrare ad esempio che le fattorie sociali, la riutilizzazione dei terreni e dei siti abbandonati quali beni comuni, e il welfare di comunità possono contribuire a creare occupazione e inclusione. Per fare questo, come evidenzia il Manifesto, è necessario puntare sulla responsabilità sociale delle imprese e su una programmazione istituzionale non di emergenza ma di sistema».

Il Manifesto è stato presentato ad Ascea, nell'ambito di “Transiti Mediterranei” ed ha avuto il primo sostegno pubblico dall'economista e filosofo della decrescita Serge Latouche, protagonista di un dibattito sul futuro del turismo promosso da Mediterraneo sociale.

Attorno al nuovo Manifesto si è creata una rete di condivisioni con l'Università Suor Orsola Benincasa, la Regione Campania, il Parco nazionale del Cilento e il Comune di Ascea.

«Questa nuova iniziativa sul turismo culturale – ha evidenziato Antonello Petrillo, presidente del corso di laurea in Scienze della comunicazione dell'Università Suor Orsola Benincasa – ci piace molto per tre diversi motivi: innanzitutto è un progetto autenticamente politico, perché non si accontenta di risolvere i piccoli problemi locali ma, rimanendo dentro il locale, punta a rovesciare i paradigmi globali di uno sviluppo distruttivo e insostenibile. Poi, è un progetto necessario e irrimandabile, e lo dico da “sociologo dei disastri” ambientali, come la Terra dei Fuochi, ad esempio. Il terzo motivo è il modo con il quale si intende realizzare la mission del Manifesto: un modo autenticamente democratico, perché la vera democrazia non è uno strumento, ma è già il contenuto della trasformazione».

«La definizione di un modello originale di turismo è una strada da imboccare velocemente – ha spiegato Corrado Matera assessore regionale allo Sviluppo e promozione del turismo, – perché questo uno dei settori produttivi più importanti per il benessere delle nostre comunità. In questo senso, il Cilento è il territorio ideale per promuovere una necessaria innovazione di paradigma turistico e di qualità dello stile di vita. In Regione stiamo lavorando per definire e implementare un discorso di sistema-Campania, per mettere in rete i punti di forza: il turismo balneare, certo, ma pure quello culturale, vale a dire sociale e sostenibile, sul quale riflettiamo oggi, e ancora quello religioso, quello scolastico, quello verde, il collegamento tra i siti Unesco, come Velia e Paestum, da mettere in connessione con Pompei e la stessa città di Napoli. E infine l'area del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni».