TRADIZIONI DA SALVARE

Dialetti salernitani, un atlante eviterà l’oblìo della lingua antica

A Montesano sulla Marcellana firmato un protocollo con il Centro interuniversitario di ricerca

I dialetti hanno una loro storia, origini antichissime e cambiano radicalmente tra paesi confinanti: la “ragnatela” nel dialetto di Sala Consilina si chiama “puppolo”, in quello di Sassano “puptana” e in buonabitacolese “pappajommola”. Capire e mappare i dialetti del Vallo di Diano, fare in modo che non vadano perduti, renderli materia di studio nelle scuole medie inferiori e farli diventare una opportunità di lavoro, sono i principali obiettivi che, attraverso la realizzazione dell’Atlante Linguistico del Vallo di Diano, si sono posti il comune termale valdianese guidato dal sindaco Giuseppe Rinaldi ed il locale Museo Civico diretto da Giuseppe Aromando . Nei giorni scorsi il Comune e il Museo hanno sottoscritto un protocollo con il Centro interuniversitario di ricerca in Dialettologia costituito dall’Università della Basilicata e dalle Università degli Studi di Palermo, di Pisa, di Cambridge e di Oxford rappresentato dalla professoressa Patrizia Del Puente , direttore del Centro. «L’accordo – ha spiegato il sindaco Rinaldi – s’inserisce pienamente in quelle che sono le finalità perseguite dal Museo per tutto quanto riguarda la conoscenza, la custodia e la valorizzazione dei beni materiali e immateriali. A tal riguardo, infatti, l’area del Vallo di Diano si presenta come frammentata e ancora in parte inesplorata per quanto riguarda i beni immateriali di natura linguistica–dialettali. Il Vallo di Diano, pur offrendo una situazione linguistica di particolare interesse, non registra, però, a tutt’oggi, studi sistematici ed esaustivi». Il progetto non si esaurirà con la realizzazione dell’Atlante Linguistico, ma proseguirà con il coinvolgimento delle scuole. «Questa iniziativa – ha sottolineato Aromando – coinvolgerà anche i comuni limitrofi al Vallo di Diano. Un anno fa è già stato fatto dalla dottoressa Giovanna Memoli un primo screening dei dialetti, adesso avremo un osservatorio a Montesano con sede nel Museo Civico e faremo un bando per dare una borsa di studio o un assegno di ricerca a chi lavorerà a questo progetto. Ci saranno poi iniziative finalizzata alla didattica con il coinvolgimento delle scuole secondarie di primo grado per fare in modo che i ragazzi possano conoscere il loro dialetto così come era una volta perché quello che si parla ora è influenzato dall’italianismo. Il nostro scopo è anche quello di salvare i dialetti, ad esempio Sala Consilina e Teggiano sono tra i due paesi che maggiormente rischiano di perderli». Con questo protocollo s’instaura un rapporto privilegiato per il recupero, lo studio e la creazione dell’Atlante Linguistico del Vallo di Diano attraverso la codifica di un alfabeto per scrivere i dialetti lucani. «Le lingue dialettali, di gran lunga parlate fino agli anni Ottanta del XX secolo – ha concluso il primo cittadino – oggi, per l’italianismo, rischiano di essere del tutto obliate. Di qui la necessità di uno studio esaustivo, anche attraverso la compilazione dell’Atlante Linguistico del Vallo di Diano la cui attuazione trova in Montesano sulla Marcellana, e più in particolare nel Museo Civico e nell’amministrazione comunale un punto di riferimento importante per il recupero, la valorizzazione e la trasmissione di uno dei beni immateriali più importanti qual è quello linguistico–dialettale ».

Erminio Cioffi

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