Cristina sogna l’Ariston: «Grazie, Salerno» 

La Cafiero alle selezioni finali di Sanremo Giovani con un brano prodotto in città: qui ho trovato il modo di spiccare il volo

«Salerno mi ha dato molto e continua a darmi soddisfazioni. Mi sento adottata da questa città». La carezza arriva dal cuore di una ragazza che, proprio all'ombra del Castello d'Arechi, ha trovato il modo per lanciarsi nel dorato mondo della musica. E provare a salire sul palco più ambito: quello del Festival di Sanremo. È la storia di Cristina Cafiero, la cantautrice 25enne napoletana che, anche grazie all'opportunità trovata a Salerno, adesso “vede” l'Ariston: la giovane artista, infatti, è entrata nelle selezioni finali per partecipare alla categoria Giovani della kermesse musicale più importante d'Italia con il brano "In punta di piedi". Superate le prime selezioni adesso la Cafiero si andrà a giocare le sue chance il prossimo 3 novembre quando al Teatro della Vittoria di Roma ci sarà un'ulteriore selezione dei brani dopo un'esibizione live alla presenza anche del direttore artistico del prossimo Sanremo, il presentatore Amadeus. La scalata di Cristina Cafiero, però, non sarebbe stata possibile senza lo zampino di Salerno. E di tanti salernitani: è lei, infatti, una dei primi prodotti di "Social Recording Studio", il progetto co-finanziato da Regione e Comune che nella struttura polifunzionale del Parco Arbostella, grazie all'impegno dell'associazione Musikattiva, mette a disposizione dei giovani artisti indipendenti campani gli strumenti per produrre al meglio la loro musica. «È un orgoglio per noi vedere il primo prodotto di questo progetto iniziato a giugno riuscire a tagliare un traguardo così importante», spiega il vicepresidente dell'associazione, Emilio Melfi. «Vogliamo essere sempre più vicini ai talenti del territorio campano per dargli gli strumenti necessari per riuscire a sfondare nel mondo della musica». Saranno loro il primo sostegno per una giovane che a Salerno sembra aver trovato la sua "terra promessa".
Una napoletana arriva a Salerno e adesso sogna Sanremo. Cristina, che sogno sta vivendo?
E' una grandissima soddisfazione essere riuscita ad arrivare fino a questo punto. Ci avevo provato già altre volte ma non ero mai riuscita a superare le selezioni. Adesso ci voglio provare fino in fondo.
Una scintilla che è nata all'ombra del Castello d'Arechi. Come è nato questo rapporto intenso con la città?
Ho studiato in Conservatorio al Martucci dove mi sono laureata con il massimo dei voti. Nel corso del percorso scolastico, ho creato un legame bellissimo con due ragazze, Chiara Della Monica, che è proprio di Salerno, e Fortunata Monzo che è di San Marco di Castellabate. Abbiamo creato un trio vocale, le "Martucci Sister". Loro, poi, hanno anche registrato alcuni cori per l'Ep che è uscito lo scorso a marzo, "Anime", che contiene sette brani tutti inediti. Salerno mi ha colpito dal primo giorno in cui sono arrivata, prima del Conservatorio non c'ero mai stata. Ritrovo tanti punti in comune con Napoli, la generosità delle persone è la stessa. Ho stretto questo rapporto stretto con le mie compagne in conservatorio e le loro famiglie mi hanno accolto come se fossi una loro figlia.
Poi c'è stato l'incontro con il progetto Social Recording Studio.
Conoscevo già tante persone attive nell'iniziativa dai tempi del Conservatorio. E mi hanno dato una grossa mano anche per arrivare fino a questo punto.
Come è nata l'idea di partecipare alle selezioni per Sanremo giovani?
Quasi per caso. Ho fatto ascoltare la mia canzone ai ragazzi di Musikattiva e a Nello Giudice, che cura questo progetto e che è stato uno degli storici musicisti di Mango. A fine pezzo, dopo che gliel'ho fatto ascoltare, mi hanno detto: "perchè non tentiamo la strada di Sanremo Giovani?". Ho accettato ma non mi sarei mai aspettata di arrivare nei primi 65. Ci avevo già provato altre volte ma non sono mai arrivata fino a questo punto nelle selezioni. E farlo con loro, che sono dei ragazzi come me, è stata una soddisfazione immensa. Anche perché amo particolarmente questo brano, visto che ho scritto testo e musica per poi essere stato arrangiato da loro.
Uno dei punti più alti di una carriera già ricca di collaborazioni importanti, come quelle con Arisa e Dolcenera.
Suonare con artiste così importanti è stata un'emozione bellissime. Sono donne di talento, è bello aver potuto aprire il concerto di due autrici così brave. Dolcenera è una cantautrice pazzesca, Arisa è una delle interpreti italiana che più mi emoziona. Lei è uscita dal Ced di Mogol, io mi sono diplomata nel 2017 nel corso di autore di testi proprio come lei.
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