Un momento della presentazione di "Creattiviamo la città"

LA RASSEGNA

“Creattiviamo la città”: così l’arte dà lavoro a Salerno

Concerti, mostre e workshop per rilanciare il ruolo della cultura

«Abbiamo deciso di raccontare, ai tanti giovani pieni di talento che arrancano a trovare un posto di lavoro, la storia di chi si è occupato di arte e ha trovato occupazione». La racconta così Angelo Cariello ,coordinatore del servizio Informa Giovani di Salerno che insieme al presidente provinciale dell’Arci,Francesco Arcidiacono hanno presentato, ieri mattina a Salerno, a Palazzo di Città, con l’assessore alle Politiche giovanili, Mariarita Giordano il lungo weekend di appuntamenti culturali “Creattiviamo la città”. Sarà questa, anche e soprattutto, l’occasione per riconnettere il passato con il presente. Tra concerti, mostre e workshop lo sguardo volge agli “occupàti d’arte” (chi è riuscito a creare lavoro nell’arte) fino a quel monito, invito, stimolo a seguire il loro esempio occupandosi di arte.

Si parte domani portando tra i banchi del liceo Alfano I l’esperienza positiva di “Disordine” e “Giffoni Film Festival”, chiudendo nel pomeriggio con l’incontro “L’arte è lavoro. Io lavoro nell’arte” un dibattito a più voci che vedrà la presenza, tra gli altri, del videomaker Licio Esposito . Due i momenti, particolarmente significativi da segnalare. Il primo è una mostra fotografica “I giganti del blues a Salerno” con gli scatti del mai dimenticato fotoreporter salernitano Pasquale Stanzione ; e il concerto di domenica sera al Teatro Augusteo di Francesco Di Bella , il cantautore ed frontman dei 24 Grana che a Salerno porterà il suono dell’ultimo disco, “’O Diavolo”.

Gli scatti di Stanzione, circa una ventina di immagini rigorosamente in bianco e nero, saranno allestiti negli spazi dell’InformaGiovani di via Portacatena e raccontano quegli anni “folli” ma decisivi, per la crescita culturale della città. Un festival, quello del blues diventato poi di “tutti i colori”, che ha accolto in città i più grandi protagonisti della scena mondiale: da Stevie Ray Vaughan a Johnny Winter passando per gente come Otis Rush , Albert King fino all’immenso B. B. King . E gettando, poi, il seme di quel rapporto con altre culture, dando spazio alla musica del maliano Salif Keita o dei cubani Los Van Van. Un festival che raccolse la vocazione musicale della nostra terra – il blues, il jazz – sapendo poi guardare ai linguaggi più moderni dell’indie rock e della world. Ma soprattutto offrendo, tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta, a una intera generazione, l’opportunità di confrontarsi con i giganti. In un epoca dove certa roba non era su Internet e nemmeno alla portata delle tasche di molti ragazzi. Attorno a quei palchi, ora in piazza della Concordia ora allo Stadio Vestuti, sono cresciute maestranze e musicisti che hanno fatto della nostra città una scuola musicale invidiata in tutto il mondo. Un’epoca che gli scatti di Pasquale Stanzione hanno saputo raccontare, fortunatamente conservandone traccia, e restituire oggi a una città sicuramente più cresciuta ma un po’ meno “occupata dall’arte”.

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