«Così il virtuale è diventato la quotidianità» 

Da stasera l’attrice è sul palco del Teatro “Verdi” insieme a Marina Massironi con la commedia “Il marito invisibile”

«Una videochat fra due amiche cinquantenni, Fiamma e Lorella, che non si vedono da tempo. I saluti di rito, qualche chiacchiera, finché Lorella annuncia a sorpresa: mi sono sposata!». È la scena incipit dello spettacolo “Il Marito Invisibile” di Edoardo Erba che vede protagoniste, Maria Amelia Monti e Marina Massironi, nell’esilarante commedia sulla scomparsa della nostra vita di relazione. L’attrice milanese, star del palcoscenico e dello spettacolo, insieme alla straordinaria Massironi, regalerà un’ora e venti di leggerezza e riflessione al Teatro Verdi di Salerno da oggi a sabato (ore 21) e domenica (ore 18.30).
Maria Amelia Monti cosa porta in scena?
Una commedia, scritta da Edoardo Erba, che avviene in videocall. Sono cinque videochiamate tra due amiche. Naturalmente non tratta del periodo del lockdown ma inevitabilmente dopo questi due anni è cambiato molto il nostro modo di comunicare. Il mondo virtuale prima era sicuramente più lontano, ora è diventato la nostra quotidianità. È una commedia scritta su questo nuovo modo di comunicare. Anche il linguaggio teatrale è nuovo.
Cioè?
Io e Marina Massironi recitiamo sullo sfondo di un blue screen. Sui grandi schermi che sovrastano il palco il pubblico ci vede vivere nelle loro case. Quindi il pubblico può scegliere di vederci tramite gli schermi oppure guardandoci sul palco. Coinvolge molto: c’è la verità del teatro che è quello che avviene dal vivo, ed è unico. E allo stesso tempo il pubblico riesce a vedere le nostre espressioni.
Come è stato lavorare con Marina Massironi?
Non avevamo mai lavorato insieme ed era un’incognita. Avevamo entrambe stima reciproca ma ci siamo trovate immediatamente bene perché è come se venissimo dalla stessa scuola. Ci divertiamo molto. C’è serietà nel nostro modo di lavorare ma anche molto divertimento, molto gioco. Ognuna guarda in una direzione diversa ma ci ascoltiamo molto e ogni sera, a ogni spettacolo, c’è qualcosa di nuovo e diverso.
Lei ha fatto molto teatro ma anche tanto cinema e televisione. Dove sta meglio?
Il teatro è la base del mio lavoro, lo faccio da quando ho iniziato a lavorare. Ma non ho nessun pregiudizio nei confronti di cinema e televisione. Penso che la fortuna di un attore sia la possibilità di poter lavorare sia in teatro che al cinema e in televisione, a maggior ragione se un prodotto è fatto bene. Il teatro sviluppa l’approfondimento dei personaggi, il cinema sviluppa il controllo dell’emotività e la televisione l’immediatezza.
Che rapporto ha con il virtuale, con i social?
Sono stata portata dentro dai miei figli, dal 2016. Mio figlio mi ha obbligato a fare ogni lunedì uno sketch, e io a mia volta coinvolgevo i miei copagni di tournée a farli con me.
Progetti futuri?
Andiamo avanti, intanto, fino a fine gennaio con questo spettacolo che sta andando molto bene e ci sta dando grande soddisfazione. Poi dovrò recuperare la tournée di Natalia Ginzburg “La Parrucca”, con l’attore Roberto Turchetta per la regia di Antonio Zavatteri.
Marianna Vallone
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