L'IMPRESA

Carmine Ferrara e il viaggio “off limits” in Campania

Il 38enne di Battipaglia partirà a fine mese dalla sua città

Ritrovare sé stesso nella solitudine, grazie al contatto con la natura e attraverso incontri inattesi e casuali. Ritrovare quella forza che consente di andare avanti ogni giorno e di non perdere la speranza neanche nei momenti difficili che stiamo vivendo. È questo l’auspicio e il messaggio di Carmine Ferrara, 38enne di Battipaglia, che il prossimo 31 maggio inizierà una sfida con sé stesso cercando di realizzare il suo progetto “Tesori della Campania”, che lo porterà a toccare i 550 Comuni della nostra regione. Non tutti reagiamo alle avversità allo stesso modo. Dopo un anno reso difficile dalla pandemia e ulteriormente appesantito dalla perdita di una persona cara e della fine di una lunga storia d’amore, Carmine ha deciso di riprendere in mano la propria vita e di fare qualcosa che realmente lo rendesse felice. Amante dei viaggi, ha perciò deciso di partire, di allontanarsi dalle mura domestiche diventate asfissianti e dalla città rimanendo però in territori già in parte noti, come a farsi rassicurare in questo suo cammino di speranza.

«Ho sofferto tanto e come me tante altre persone hanno sofferto e soffrono. Con la mia esperienza voglio rappresentare una speranza, specie in questo periodo in cui vedo tante aziende ed attività in difficoltà. Voglio dir loro di non mollare e di reagire, - spiega - in passato ho lavorato nel settore della ristorazione, dove ho ancora tanti amici. Alcuni hanno dovuto chiudere la propria attività, a causa del Covid-19 si è bruciata una generazione che non sa più se sperare ancora, altri ce l’hanno fatta a riaprire. Proprio perché sento forte la vicinanza alle loro difficoltà e il loro dolore, mi auguro che queste persone possano trarre ispirazione da questa mia impresa per continuare e insistere, per farcela e riprendersi. È un invito a non arrendersi, a reinventarsi». A piedi, zaino in spalla, una tenda e un budget piccolissimo, «perché voglio dimostrare che si può fare un’esperienza del genere con poco», Carmine percorrerà circa 5.000 chilometri battendo percorsi montani e immergendosi nella natura variegata della Campania godendone la bellezza con l’intento di promuovere le peculiarità del territorio.

«Sarà un’esperienza estrema, camminerò rigorosamente a piedi, da solo e dormirò in tenda ma se qualcuno vorrà darmi ospitalità, la accetterò volentieri. - sorride - Mi sto preparando con un allenamento specifico da due mesi e mezzo, cercando di organizzare questa esperienza al meglio», afferma. Camminerà per diversi mesi, con il sole e le intemperie, partendo da Battipaglia. «Dovrei riuscire a tornare per l’8 dicembre, quando cade la festività dell’Immacolata, che è anche il giorno del mio compleanno». Sarebbe un traguardo carico di significato simbolico, come una rinascita, dunque. Quello sarà anche il momento in cui potrà riabbracciare sua madre e sua sorella che, abituate ad averlo sempre presente, non hanno accolto con grande entusiasmo questa decisione «ma se voglio ritornare a essere felice, ho bisogno di fare qualcosa per me stesso e per gli altri», svela. Così Carmine inizierà il suo lungo cammino dalla nostra provincia una delle più vaste d’Italia con i suoi 158 Comuni, che ha diviso in 15 distretti.

«Ho calcolato che ci vorranno 45 giorni per percorrerla tutta, riposandomi un giorno alla settimana», poi proseguirà con le province di Avellino, Benevento, Caserta e infine Napoli, incluse le isole. A testimonianza di ogni tappa raggiunta, il nostro viandante riceverà dalle Pro-loco locali, dalle Comunità Montane o da altre autorità del territorio, un timbro su un libricino, un po’ come succede a chi percorre il più famoso e mistico Cammino di Santiago. Diario tecnologico del cammino saranno i canali social, che presto verranno lanciati, dove il giovane battipagliese posterà foto, impressioni e pensieri ispirati da ciascuna tappa. La solitudine sarà una compagna importante affinché questo viaggio si trasformi in un vero momento di ripresa e questo può spaventare. Il nostro infatti non è un ex boy scout esperto di esperienze wild né ha mai fatto nulla del genere prima. Per questo, nell’attesa di partire, le emozioni che sta vivendo sono un «insieme di entusiasmo e paura, - confessa - ma prevale l’entusiasmo, l’adrenalina dell’impresa. Poi c’è l’aspettativa di vedere angoli della nostra regione che, sono certo, mi stupiranno e che, spero di riuscire a promuovere nel modo giusto per far capire quanto sia bella la nostra terra».

Sicuramente Carmine al suo rientro a casa avrà raccolto un bagaglio enorme di momenti indimenticabili, le storie dei luoghi che visiterà, le facce e gli aneddoti delle persone che incontrerà saranno un sicuro arricchimento, che, a noi che restiamo, solo a immaginarli, fanno venir la voglia di partire. «Mi chiedo come sarà quando tornerò a casa. - conclude - Mi aspetto di tornare cambiato, pronto a ripartire per il viaggio della vita con maggiore forza e consapevolezza, lo spero davvero. Ne sarà valsa la fatica».