Domani a Salerno

Caponi Brothers, lo swing di Totò e Peppino

La band avellinese fra la tradizione napoletana e l’ispirazione a Buscaglione e Carosone

La comune passione per il jazz e lo swing come spinta per creare una band trascinante. Il progetto Caponi Brothers nasce nel 2016 da un’idea del loro fondatore Giuseppe Di Capua, pianista e docente del conservatorio Domenico Cimarosa di Avellino. L’esplosiva band campana, connubio di talento, allegria e buon umore è formata da cinque musicisti che hanno messo insieme, oltre all’amicizia che li lega, la comune passione per la musica. Ed è proprio il maestro Giuseppe Di Capua a descrivere il percorso artistico del suo gruppo.

Cosa vi ha spinto a suonare insieme e quali sono le vostre origini musicali? Ho sempre amato la musica, sono cresciuto ascoltando Buscaglione e Carosone e insegno jazz al conservatorio da molto tempo. Due anni e mezzo fa ho incontrato un ragazzone di Mirabella Eclano, Domenico Tammaro, tabaccaio di professione, visibilmente indietro a livello musicale, con scarse qualità canore che chiese di iscriversi al mio corso di jazz. Un anno dopo, le sue attitudini si sono affinate e perfezionate, Domenico ha creato un piccolo gruppo che tendeva allo swing italiano. Quando mi ha chiesto di partecipare al progetto, ho accettato affrontando per la prima volta una nuova sfida, quella di mettere su una band.

Da dove nasce l’idea del nome Caponi Brothers?

Rappresentiamo la versione swing americana dei fratelli Caponi interpretata da Totò e Peppino. Un sottile accostamento ai due straordinari interpreti partenopei e un omaggio alla napoletanità di cui ci nutriamo, all’ironia e al buon umore. E non per ultimo un riferimento al mio nome Di Capua.

Maria Romana Del Mese