Antonio Zequila e il film contro il femminicidio 

L’attore salernitano ha finito di girare “Donne e Donne”: voglio sensibilizzare le persone al problema

Ex modello, un passato da attore di fotoromanzi, in teatro la pièce teatrale “Sei personaggi in cerca di autore” con la regia di Zeffirelli, fino ai programmi e ospitate in tv. Antonio Zechila è all’Isola dei Famosi che è conquista il grande pubblico, anche per l’appellativo de “Er Mutanda” con cui fu soprannominato per anni. Oggi l’attore torna a parlare della sua esperienza in quel reality, della lite con Adriano Pappalardo e dei concorrenti che approdano sull’Isola. Lo fa ai microfoni di Radio Cusano Campus, nel programma “Un Giorno da Ascoltare” con Misa Urbano e Arianna Caramanti. «È stata l’esperienza che mi ha portato a farmi conoscere a tutti, dopo anni di gavetta e di teatro anche a fianco di personaggi importanti come Zeffirelli. All’epoca l’Isola dei Famosi era il programma di punta della Rai, nella mia edizione partecipò anche Al Bano, per dire, quindi non era un programma avvilito come adesso in cui partecipano solo pornostar o reduci da “Uomini e Donne”, gente senza curriculum: in quel tempo questo reality era una sorte di approvazione e promozione». Su Adriano Pappalardo rincara la dose. «Dopo la lite a “Domenica In” con Adriano Pappalardo, non mi è più capitato di incontrarlo. Non mi sono pentito per quella scenata perché toccò un tasto fondamentale della mia vita, che è la famiglia, la cosa più importante per me. Chi ci ha rimesso dopo questa lite? Soltanto io poiché ero in ascesa mentre Pappalardo era già carne morta. Al di là di questo, la vita va avanti, non provo alcun rancore nei suoi confronti». Zequila poi dice che dopo l’Isola dei Famosi ha fatto un altro reality che però non andò bene. «Era una sorta di esperimento di Italia 1, in cui mettevano delle persone chiuse in una casa, una sorta di Grande Fratello, al cui interno misero persone senza arte né parte salvo qualche eccezione tipo me. A proposito del GF, mi hanno contattato, ho avuto anche un colloquio ma le mie ambizioni sono altre, i reality si fanno solo per soldi. Non c’è bisogno di andare in una casa a raccontare la propria storia, si può fare in altri modi, come scrivere un libro come ho fatto io». Di recente l’attore aveva detto di sperare di essere scelto come concorrente nella prossima edizione di “Tale e Quale Show” ma ciò non è avvenuto. «L’esperienza di “Tale e Quale Show” è andata male perché purtroppo non sono stato preso ma nel frattempo ho fatto qualcosa di meglio: sono appena tornato da Venezia ed ho appena finito di girare un film contro il femminicidio che uscirà a gennaio 2020, “Donne e donne”, un film low budget prodotto indipendentemente, per sensibilizzare la gente a questa piaga sociale: in Italia muore una donna ogni 72 ore per mano di qualche criminale ed è ora di inasprire la pena qui in Italia; io sono a favore della pena di morte per quelli che uccidono le donne e i bambini».
Marianna Vallone
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