IL PERSONAGGIO

Angela Luce: «Per De Filippo ero forza della natura»

L’attrice e cantante all’Università: sono stata fortunata a poter lavorare con veri maestri

«La recitazione è il gioco piacevole di diventare ogni volta un personaggio diverso». Così Angela Luce, cantante e attrice napoletana, che di fronte al pubblico riunitosi nel teatro dell’Università di Salerno ha ripercorso una carriera lunga oltre mezzo secolo, al fianco di grandi maestri di cinema e teatro, su tutti il grande Eduardo De Filippo. Un’avventura iniziata nei primi anni ’50 e che le ha consentito di diventare una vera e propria icona, dalla Piedigrotta Bideri ai film di Mario Mattoli, Dino Risi, Luchino Visconti, Pier Paolo Pasolini. Il successo non le ha però tolto la voglia di stupire, e soprattutto di confrontarsi con le nuove generazioni.

«Ho alle spalle 67 anni di carriera. – ricorda – Mi reputo molto fortunata per i maestri con cui ho lavorato, a cominciare da Eduardo e Peppino De Filippo. Con entrambi feci quattro anni di teatro. Io però nasco cantante, sin dall’età di 14 anni, quando partecipai alla Piedigrotta Bideri con la canzone “Zì Carmilì”. Ero accompagnata da mia madre e venivo considerata “nu nummariell”, un riempitivo insomma». Proprio a quell’esperienza in giovanissima età risalgono alcuni degli aneddoti raccontati dall’artista nel corso dell’incontro, legati a compagni di viaggio all’epoca più conosciuti come Nunzio Gallo e Aurelio Fierro: «Dicevano che ero bella e avevo una bella voce. Tutte le sere si lamentavano perché li facevo iniziare tardi».

Per l’esordio sul grande schermo fu necessario attendere ancora pochi anni, nel 1956 con “Ricordati di Napoli” di Pino Mercanti, e lo stesso dicasi per i primi passi nel teatro, mossi da un’Angela Luce non ancora 20enne, scritturata da Eduardo De Filippo: «Ero un’autodidatta, non avevo studiato. Ancora oggi, io sono così come mi vedete. Di Eduardo ricordo che mi definiva una forza della natura». Innumerevoli i personaggi e gli attori di spicco con cui condivise il set cinematografico: impossibile non citare Totò e, tra le stelle straniere, Charlotte Rampling, «che io chiamavo “Charlotta”».

Quanto al futuro, ha già in programma un’autobiografia in cui, assicura, l’Angela attrice e l’Angela cantante saranno messe sullo stesso identico piano: «A volte mi chiedono quale delle due cose preferisca, ma per me è come chiedere a una mamma quale dei suoi figli ami di più». L’incontro al teatro di Ateneo ha visto la partecipazione di Gennaro Iorio, direttore Disps, Isabella Innamorati, presidente Cds Davimus, ed Ester Andreola, dirigente del Liceo Artistico Sabatini-Menna, nonché dei docenti Antonia Lezza, Annamaria Sapienza, Vito Iorio, Gino Frezza. Al termine del suo intervento, l’artista ha riservato una sorpresa agli studenti accorsi al convegno.

Francesco Ienco