L'INTERVISTA

Almamegretta: «Riecco “Sanacore”. È per i giovani d’oggi»

L’album della band napoletana compie 25 anni e viene rilasciato in versione rimixata: «Proponiamo un sound più potente»

Era il 1995, e gli Almamegretta rilasciarono un disco destinato a fare la storia della band e della musica napoletana. “Sanacore”, questo il titolo dell’opera, è ritornato venticinque anni dopo in una veste rinnovata e in due formati: doppio vinile colorato a 180 grammi con copertina gatefold e booklet di 4 pagine, e in cd digipack con booklet di 20 pagine.

Gennaro Tesone, batterista e fondatore della band, qual è la caratteristica che ha fatto innamorare così tanto le persone di questo album?
L’album parte da una sensibilità molto vicina a Napoli, ma che è in grado di parlare a tutti. C’è un pathos universale che va al di là dei testi in napoletano. Tante volte mi sono sentito dire che, nonostante non si fosse compreso il significato letterale del testo, avevano comunque percepito l’essenza del brano. Com’è capitato a tanti di noi quando non si conosceva l’inglese. È la grande forza della musica, e “Sanacore” sfrutta il fatto di essere universale.

Ci può raccontare un aneddoto risalente ai giorni in cui avete lavorato a questo disco?
Abbiamo lavorato a “Sanacore” in un posto piccolissimo, una via del corso di Procida, dove siamo stati tre mesi a condividere musica e quotidianità. Ricordo che suonavo la batteria nella mia camera da letto. D’altronde era una casa, non uno studio di registrazione, e la vita si univa al lavoro. Ricordo un weekend in cui sono venuti alcuni amici a trovarci e a portare vino e cibo, quindi mentre loro cucinavano noi suonavamo.

All’interno di questa nuova versione di “Sanacore” trovano posto anche due inediti, “Tamms Dub” ed “Heartical Dub”, ritrovati in un vecchio articolo...
Sono stati realizzati dopo la chiusura di “Sanacore”, quando stavamo già lavorando all’album successivo, “Limbo”. Ci siamo accorti che questi due brani risentivano troppo del mood di “Sanacore”, ma noi volevamo fare un disco profondamente diverso e non accomodarci sugli allori. Non si poteva replicare quell’album, quindi ci siamo spostati in altre direzioni. Le due tracce sono state così dimenticate. “Tamms Dub” è rimasta invariata, mentre “Heartical Dub” è stato arricchito mentre ci trovavamo in lockdown. Riascoltandoli insieme agli altri brani dell’album ci siamo accorti che avevamo ragione, sarebbero stati perfetti per una riedizione di “Sanacore”.

Al giorno d’oggi sono sempre più i giovani che s’innamorano al tipico sound degli Almamegretta. Lo percepisce lei questo ricambio generazionale tra i fruitori?
Il modo per percepirlo in maniera più diretta è ai concerti, e a volte mi meraviglio di come ci siano molti giovani presenti. Dopo i live parlandoci si scopre che sono stati i loro genitori a “introdurli” agli Almamegretta. La ristampa di “Sanacore” ha anche l’obiettivo di rivolgersi alle nuove generazioni a prescindere dai genitori. Inoltre con la rimasterizzazione il disco ha acquistato in potenza, speriamo lo apprezzino.

Il mondo della musica e dello spettacolo sono in crisi a causa dell’emergenza sanitaria attuale. Lei come la sta vivendo?
Dal momento che i membri degli Almamegretta vivono in luoghi diversi, siamo anche abituati a non vederci, però poi arrivava sempre il momento di vederci e lavorare al disco, al tour. Sapere che queste cose non si possono fare è dura, anche psicologicamente. Non è una situazione facile da vivere un po’ per tutti, ma il nostro settore vive di assembramento, e io non riesco a immaginare un nostro concerto con le disposizioni attuali, non a caso siamo stati fermi anche questa estate. “Sanacore” doveva uscire a marzo, e la tournée è stata quindi spostata ad aprile 2021. Non venticinque anni dopo ma ventisei. Diciamo… venticinque più uno.

Nel 2013 avete partecipato al Festival di Sanremo. Ci tornereste?
Non è tra i nostri piani. Allora il direttore artistico Mauro Pagani ci invitò. A oggi non sappiamo se torneremo o meno al Festival. Non è un ambito in cui ci sentiamo a nostro agio, ma è sicuramente un’occasione promozionale. Per adesso abbiamo quasi ultimato un nuovo album di inediti. Vediamo come si evolverà la situazione.

Andrea Picariello