«La danza nel Sud Italia? Non è assolutamente un fenomeno esotico». Lo dice a chiare lettere Tullia Conte che per l’associazione Sudanzare ha firmato il primo numero di una nuova pubblicazione dal titolo “Tarantella. Le protagoniste” che è frutto di una ricerca che incrocia fonti d’archivio, iconografia storica e testimonianze etnografiche proponendo un ribaltamento di prospettiva: non più la danza come oggetto di studio, ma le donne che l’hanno vissuta e interpretata. Attraverso un’analisi documentale, l’autrice decostruisce la narrazione che ha a lungo descritto il tarantismo e le danze popolari del Sud Italia. Medici, viaggiatori del Grand Tour e antropologi hanno trasformato il fenomeno in oggetto esotico o patologia clinica, mediando – e di fatto cancellando – la voce delle protagoniste. «Identificare queste protagoniste significa smettere di guardare la tarantella come un reperto e iniziare a leggerla come una storia di persone», scrive Tullia Conte nell’introduzione.
La stessa autrice aggiunge: «Sudanzare ha scelto il formato “rivista” per restituire complessità e dignità a figure diverse tra loro: da Emma Hamilton a Mariuccia, la “bella sorrentina” il cui volto fu consumato dall’industria turistica nascente, a Carmela Cerrotta, l’“ultima ancella di Tiberio” che a Capri intrecciò mito, danza e leggenda fino al tragico epilogo». In questa stessa direzione, il lavoro affronta anche la condizione delle studiose nel panorama contemporaneo, interrogando i meccanismi di legittimazione del sapere e la persistente difficoltà delle ricercatrici a vedere riconosciuto il proprio contributo nel campo degli studi sulle tradizioni popolari.
«“Tarantella. Le protagoniste” si inserisce in un più ampio progetto editoriale che Sudanzare porta avanti da anni, dedicato agli studi di genere connessi alle tradizioni popolari del Mediterraneo. Il nuovo volume si affianca idealmente a “L’altra taranta-Annabella Rossi e il tarantismo nel Cilento” (2019) e a “Diacronia minima del tarantismo: storia di un rituale mediterraneo” (2020, con immagini di Francesca Grispello), opere che hanno contribuito a rileggere il fenomeno del tarantismo al di là degli stereotipi, restituendo visibilità a saperi femminili a lungo rimossi o marginalizzati», sottolinea ancora Conte. La rivista è inoltre impreziosita da un ricco apparato iconografico, un glossario terminologico e la trascrizione della conferenza TEDx tenuta dall’autrice a Leverano nel dicembre 2024, che riconnette le vicende storiche alle questioni contemporanee. «Sposto l’attenzione – conclude l’autrice – dalle interpretazioni esterne ai soggetti che hanno agito la danza, in un dialogo tra memoria storica e contemporaneità». La rivista è disponibile in versione digitale, ma anche cartacea.

