L’attualità del cardinale Carlo Maria Martini ha lungamente lumeggiato nell’Auditorium del Seminario Diocesano a Vallo della Lucania dove si è tenuto il convegno nel ricordo del porporato destinato ai vertici ecclesiastici per la grandezza della sua fede e la luminosità del suo credo. La figura del Cardinale del dialogo è stata riproposta, nella Diocesi che già lo aveva ospitato, per “affermare la verità anche quando non torna a proprio vantaggio (Pro veritate adversa diligere)” glorificando quel Dio che, nella sua grande bontà, aveva affidato all’intero globo terrestre la grandezza e la lungimiranza di un uomo aperto e sensibile alle istanze del mondo.
Don Bruno Lancuba direttore dell’Ufficio Animazione Culturale della Diocesi ha ricordato la gratificante presenza del Cardinale a Vallo della Lucania per una conferenza esaltante quella “grandezza dell’anima” che il presule aveva offerta a un uditorio estasiato e pronto a seguirne le sollecitazioni mentre don Damiano Modena, segretario particolare di Martini negli ultimi tre anni di vita, ne ha lumeggiato la figura e il pensiero in costante presenza di una salute sempre più cagionevole e a rischio. Nonostante un’esistenza a rischio il rapporto è stato sempre improntato da fiducia e stima reciproche.
A proporre Martini “luce nella Chiesa” è stato Marco Vergottini, per tre anni presidente dell’Azione Cattolica milanese, poi segretario del Consiglio Pastorale nella Diocesi di Milano dal 1984 al 2002 e infine docente per un quarto di secolo nella Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale e attualmente in quella siciliana a Palermo. Sempre al servizio della Chiesa nella quale si è formato e cresciuto fin da giovane, Vergottini può definirsi la testimonianza dell’impegno, del sostegno ma soprattutto della fede che hanno caratterizzato la quotidiana azione del Cardinale, sbocciata per nascita a Torino e poi concretizzata nella metropoli lombarda dov’era stato trasferito ed elevato alla porpora cardinalizia dal 1979 al 2002. Il cardinale Martini, ricorda Vergottini, sosteneva «di nutrire la speranza che presto o tardi tutti siano redenti; sono un grande ottimista. Ammetto che in molti casi non riesco a comprendere. Vi sono anche fasi della mia vita in cui non ho sentito di essere redento, però, la mia speranza è che Dio ci accolga tutti, che sia misericordioso».
In quest’appello sembra quasi di cogliere l’invito a quanti, nello sguardo verso l’alto di chi ha avuto la ventura e la fortuna di poter seguire e realizzare un’esistenza sempre nella grazia di Dio, anelano una quotidianità intrisa di quella speranza sovente latitante e difficile da portare avanti. Possiamo affermare, sostiene Marco Vergottini col tacito assenso dell’intera assemblea, che «niente può arrestare la corsa della parola di Dio. Gesù Risorto, conclude, vive in noi e continua in noi a predicare il Suo Vangelo».
Il convinto assenso dei presenti ha soddisfatto non solo il relatore ma anche don Bruno Lancuba e don Damiano Modena che, nei loro quotidiani e a volte difficili impegni parrocchiali, riescono a realizzare progetti di amore cristiano verso il quale mirano le speranze dei giovani e di quanti li sostengono con la fede e il sostegno di quella Chiesa che il cardinale Martini avrebbe certamente realizzato.

